Come si può governare senza conoscere? La soluzione delle problematiche territoriali mediante decisioni e azioni specifiche non può prescindere dalla comprensione di oggetti, fenomeni, correlazioni e dinamiche che ci forniscono gli elementi necessari a definire una strategia e, com’è noto, più il contesto è articolato e più è difficile conoscere e capire. Il territorio, entità oggettivamente complessa e bene collettivo prezioso, ha visto negli ultimi anni una progressiva diminuzione dell’efficacia degli strumenti messi in atto dagli attori istituzionali per assicurare la sostenibilità delle attività umane e contrastare il degrado dell’ambiente a fronte di una crescente vivacità del mercato e delle comunità locali sugli stessi temi, sia sul versante profit sia su quello non-profit. Data questa tendenza, oggi è probabilmente necessario pensare ad un nuovo ruolo degli attori non istituzionali all’interno dei processi decisionali per arrivare ad una reale ed effettiva “Governance del territorio” e, in questo contesto, il ruolo dell’informazione territoriale e ambientale e della comunicazione/condivisione della conoscenza tra attori diversi appare quanto mai centrale. L’esponenziale crescita degli archivi geografici digitali e della multi-attorialità nelle dinamiche urbane avvenuta negli ultimi anni ha reso quasi indispensabile un approccio all’interoperabilità dei dati territoriali e lo sviluppo delle Spatial Data Infrastructures (SDI). Su questo versante, mentre buona parte delle questioni tecniche e metodologiche sono pressoché consolidate, alcuni elementi di novità caratterizzano il panorama recente dei sistemi di informazioni territoriali e ambientali e stimolano qualche riflessione; ne evidenziamo tre: lo sviluppo della sensoristica, la pervasività delle connessioni di rete e la dimensione del tempo reale. Mentre i primi due elementi si riferiscono ad oggetti fisicamente identificabili (nella sostanza si tratta di hardware e reti), il terzo elemento è invece di tipo immateriale e presenta risvolti politico-culturali e sociali di qualche interesse.

Geomatic City Sensing, città, reti, sensori e tempo reale

BORGA, GIOVANNI
2011

Abstract

Come si può governare senza conoscere? La soluzione delle problematiche territoriali mediante decisioni e azioni specifiche non può prescindere dalla comprensione di oggetti, fenomeni, correlazioni e dinamiche che ci forniscono gli elementi necessari a definire una strategia e, com’è noto, più il contesto è articolato e più è difficile conoscere e capire. Il territorio, entità oggettivamente complessa e bene collettivo prezioso, ha visto negli ultimi anni una progressiva diminuzione dell’efficacia degli strumenti messi in atto dagli attori istituzionali per assicurare la sostenibilità delle attività umane e contrastare il degrado dell’ambiente a fronte di una crescente vivacità del mercato e delle comunità locali sugli stessi temi, sia sul versante profit sia su quello non-profit. Data questa tendenza, oggi è probabilmente necessario pensare ad un nuovo ruolo degli attori non istituzionali all’interno dei processi decisionali per arrivare ad una reale ed effettiva “Governance del territorio” e, in questo contesto, il ruolo dell’informazione territoriale e ambientale e della comunicazione/condivisione della conoscenza tra attori diversi appare quanto mai centrale. L’esponenziale crescita degli archivi geografici digitali e della multi-attorialità nelle dinamiche urbane avvenuta negli ultimi anni ha reso quasi indispensabile un approccio all’interoperabilità dei dati territoriali e lo sviluppo delle Spatial Data Infrastructures (SDI). Su questo versante, mentre buona parte delle questioni tecniche e metodologiche sono pressoché consolidate, alcuni elementi di novità caratterizzano il panorama recente dei sistemi di informazioni territoriali e ambientali e stimolano qualche riflessione; ne evidenziamo tre: lo sviluppo della sensoristica, la pervasività delle connessioni di rete e la dimensione del tempo reale. Mentre i primi due elementi si riferiscono ad oggetti fisicamente identificabili (nella sostanza si tratta di hardware e reti), il terzo elemento è invece di tipo immateriale e presenta risvolti politico-culturali e sociali di qualche interesse.
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