Nell’attuale contesto urbano, scandito da un costante e rapido cambiamento fisico e infrastrutturale, anche gli attori e le metodologie di governance stanno cambiando, non solo in relazione a influenze esterne, ma anche seguendo una naturale evoluzione endogena. È utile osservare come il mutamento del ritmo e della velocità di questi cambiamenti metta in luce due questioni rilevanti: la prima riguarda la velocità con cui essi avvengono, siano tecnologici, culturali, organizzativi o sociali. Il processo del cambiamento che al momento della formazione della disciplina della pianificazione risultava lento si è molto accelerato e in modo molto rapido ci si trova a che fare con situazioni (economiche, sociali, ecc..) in continua variazione e con queste devono fare i conti le politiche territoriali di piano. Inoltre l’emergere di nuove questioni (come la sostenibilità, intesa non più con le classiche declinazioni economiche, ambientali e sociali), non solo pongono problemi nuovi ma spesso non possono essere trattati con le pratiche di pianificazioni tradizionali (Indovina 2009).

Approccio olistico e integrato come orizzonte per la pianificazione resiliente

Lucchitta Benedetta;Magni Filippo
2013

Abstract

Nell’attuale contesto urbano, scandito da un costante e rapido cambiamento fisico e infrastrutturale, anche gli attori e le metodologie di governance stanno cambiando, non solo in relazione a influenze esterne, ma anche seguendo una naturale evoluzione endogena. È utile osservare come il mutamento del ritmo e della velocità di questi cambiamenti metta in luce due questioni rilevanti: la prima riguarda la velocità con cui essi avvengono, siano tecnologici, culturali, organizzativi o sociali. Il processo del cambiamento che al momento della formazione della disciplina della pianificazione risultava lento si è molto accelerato e in modo molto rapido ci si trova a che fare con situazioni (economiche, sociali, ecc..) in continua variazione e con queste devono fare i conti le politiche territoriali di piano. Inoltre l’emergere di nuove questioni (come la sostenibilità, intesa non più con le classiche declinazioni economiche, ambientali e sociali), non solo pongono problemi nuovi ma spesso non possono essere trattati con le pratiche di pianificazioni tradizionali (Indovina 2009).
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