Molto spesso descritto come una riflessione sulla storia traumatica del Novecento, il cinema di Jean-Luc Godard è stato capace di squadernare a più riprese l’atlante geografico, costringendoci a concepire la pratica del montaggio come un incessante accostamento di luoghi diversi. Questo articolo cerca di ripensare il suo cinema come un grande laboratorio di montaggio, dove tanto la componente spaziale dell’immagine quanto quella geografica e politica sono chiamate in causa. Parlando di montaggio, si riprende dunque la nozione di “anacronismo” e quella di “anatopismo”, alla quale non sembra essere stato ancora assegnato il dovuto rilievo teorico.

Assemblage and anatopism according to Jean-Luc Godard = Montaggio e anatopismo secondo Jean-Luc Godard

Zucconi, Francesco
2020-01-01

Abstract

Molto spesso descritto come una riflessione sulla storia traumatica del Novecento, il cinema di Jean-Luc Godard è stato capace di squadernare a più riprese l’atlante geografico, costringendoci a concepire la pratica del montaggio come un incessante accostamento di luoghi diversi. Questo articolo cerca di ripensare il suo cinema come un grande laboratorio di montaggio, dove tanto la componente spaziale dell’immagine quanto quella geografica e politica sono chiamate in causa. Parlando di montaggio, si riprende dunque la nozione di “anacronismo” e quella di “anatopismo”, alla quale non sembra essere stato ancora assegnato il dovuto rilievo teorico.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
322-2039-1-PB.pdf

accesso aperto

Tipologia: Versione Editoriale
Licenza: Creative commons
Dimensione 2.49 MB
Formato Adobe PDF
2.49 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11578/285320
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus 0
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact