Una ripetizione senza autore: la realizzazione tra il 1925-1927 di più di 10.000 esemplari di cucine, il cui nome “Frankfurter Küche” è entrato nella storia dell’architettura, e solo molto più tardi anche il nome dell’architetto, la sua autrice. Il nome della progettista allora non era conosciuto perché allora progettare per “Das Neue Frankfurt” significava essere a servizio della città, lavorando all’interno del gruppo di Ernst May per le Siedlungen di Francoforte. Margarete Schütte-Lihotzky dichiarava che la propria autorialità non era limitata a un’invenzione decisiva come la “Cucina di Francoforte”, ma era piuttosto un viaggio di vita, un’apertura a nuove sperimentazioni di una progettazione pienamente civile. Il suo viaggio antiautoriale parte da Vienna, poi Francoforte e nel 1930 con la “Brigata May” è in Unione Sovietica, che lascia con il marito Wilhelm Schütte nel 1937 per Istanbul. Invitata da Bruno Taut, in qualità di direttore dell’Ufficio Progetti del Ministero della Cultura e della Pubblica Istruzione, torna in Turchia nel 1938, dove mette in pratica le nozioni sull’architettura scolastica acquisite durante la sua esperienza di architetto nomade. Oltre al tema scolastico Schütte-Lihotzky in Turchia si occupa del tema dell’abitare progettando tre case singole a Istanbul: la Casa del Dottor Kemal Özan (1939), la Casa Nusret Evcen (1940) e la Casa Lüfti Tozan (1940). Il primo progetto a Istanbul insieme a suo marito è la “Torre per la Festa della Repubblica Turca” sulla testa di ponte di Karaköy, l’odierna Ponte di Galata: un tema simmeliano: “ponte e porta”. La torre fu realizzata in via provvisoria nell’ottobre 1938 come allestimento urbano per la commemorazione del quindicesimo anniversario della Repubblica turca. Il lavoro di Margarete Schütte-Lihotzky non si esauriva nell’architettura intrecciando impegno professionale e impegno politico e sociale.

Meta Istanbul : il viaggio anti-autoriale di Margarete Schütte-Lihotzky = Destination Istanbul : the Anti-Authorial Journey of Margarete Schütte-Lihotzky

Rakowitz, Gundula
2020-01-01

Abstract

Una ripetizione senza autore: la realizzazione tra il 1925-1927 di più di 10.000 esemplari di cucine, il cui nome “Frankfurter Küche” è entrato nella storia dell’architettura, e solo molto più tardi anche il nome dell’architetto, la sua autrice. Il nome della progettista allora non era conosciuto perché allora progettare per “Das Neue Frankfurt” significava essere a servizio della città, lavorando all’interno del gruppo di Ernst May per le Siedlungen di Francoforte. Margarete Schütte-Lihotzky dichiarava che la propria autorialità non era limitata a un’invenzione decisiva come la “Cucina di Francoforte”, ma era piuttosto un viaggio di vita, un’apertura a nuove sperimentazioni di una progettazione pienamente civile. Il suo viaggio antiautoriale parte da Vienna, poi Francoforte e nel 1930 con la “Brigata May” è in Unione Sovietica, che lascia con il marito Wilhelm Schütte nel 1937 per Istanbul. Invitata da Bruno Taut, in qualità di direttore dell’Ufficio Progetti del Ministero della Cultura e della Pubblica Istruzione, torna in Turchia nel 1938, dove mette in pratica le nozioni sull’architettura scolastica acquisite durante la sua esperienza di architetto nomade. Oltre al tema scolastico Schütte-Lihotzky in Turchia si occupa del tema dell’abitare progettando tre case singole a Istanbul: la Casa del Dottor Kemal Özan (1939), la Casa Nusret Evcen (1940) e la Casa Lüfti Tozan (1940). Il primo progetto a Istanbul insieme a suo marito è la “Torre per la Festa della Repubblica Turca” sulla testa di ponte di Karaköy, l’odierna Ponte di Galata: un tema simmeliano: “ponte e porta”. La torre fu realizzata in via provvisoria nell’ottobre 1938 come allestimento urbano per la commemorazione del quindicesimo anniversario della Repubblica turca. Il lavoro di Margarete Schütte-Lihotzky non si esauriva nell’architettura intrecciando impegno professionale e impegno politico e sociale.
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