Il grande valore delle zone costiere e la loro potenzialità hanno imposto di trovare soluzione ai problemi che le affliggono, quali la distruzione degli habitat, la contaminazione delle acque, l’erosione costiera e l'impoverimento delle risorse (UE Commission: ICZM a strategy for Europe COM 2000, Agenda 21). L’Integrated Coastal Zone Management (ICZM) sfrutta l’analisi di vulnerabilità, di pericolosità e di rischio, naturale e antropico, quali imprescindibili fondamenta conoscitive, specialmente per quelle risorse che hanno il carattere di beni comuni. Gli ambienti costieri sono sottoposti alla continua pressione esercitata da grandi masse d'acqua in continuo movimento e apporti sedimentari dei fiumi alla foce. Questi fattori, soprattutto nell’alta fascia adriatica costiera, insieme ad eustatismo e subsidenza, determinano la notevole dinamicità che può manifestarsi in differenti forme e in significativa rapidità di cambiamento. Gli approcci tradizionali, nel ricorrere a delimitazioni cartografiche che non sono capaci di restituire i veloci cambiamenti che intervengono, evidenziano forti incongruenze con la realtà osservata. Quindi KPI, indici ed indicatori per le predette analisi – implementate mediante tecniche e strumenti di analisi geospaziale - necessitano di dati ad aggiornamento frequente che possono essere ottenuti dal telerilevamento satellitare impiegato come piattaforma informativa generalizzata. Nel paper viene presentata una sperimentazione che sfrutta i dati delle costellazioni Sentinel 1 e 2 del programma Copernicus dell’ESA nel settore veneto della fascia costiera adriatica. Tale sperimentazione – mirata alla produzione di carte delle serie di vegetazione e all’aggiornamento rapido della perimetrazione delle aree ambientali protette - costituisce un primo stato di avanzamento per la definizione di un framework ICZM generalizzabile per applicazioni sulle coste europee ed africane.

I dati Sentinel per un Framework GIS-based per la Gestione Integrata Costiera : una sperimentazione nel settore veneto della fascia costiera alto adriatica.

Luisa Cattozzo;Leonardo Filesi;Leonardo Marotta
2018

Abstract

Il grande valore delle zone costiere e la loro potenzialità hanno imposto di trovare soluzione ai problemi che le affliggono, quali la distruzione degli habitat, la contaminazione delle acque, l’erosione costiera e l'impoverimento delle risorse (UE Commission: ICZM a strategy for Europe COM 2000, Agenda 21). L’Integrated Coastal Zone Management (ICZM) sfrutta l’analisi di vulnerabilità, di pericolosità e di rischio, naturale e antropico, quali imprescindibili fondamenta conoscitive, specialmente per quelle risorse che hanno il carattere di beni comuni. Gli ambienti costieri sono sottoposti alla continua pressione esercitata da grandi masse d'acqua in continuo movimento e apporti sedimentari dei fiumi alla foce. Questi fattori, soprattutto nell’alta fascia adriatica costiera, insieme ad eustatismo e subsidenza, determinano la notevole dinamicità che può manifestarsi in differenti forme e in significativa rapidità di cambiamento. Gli approcci tradizionali, nel ricorrere a delimitazioni cartografiche che non sono capaci di restituire i veloci cambiamenti che intervengono, evidenziano forti incongruenze con la realtà osservata. Quindi KPI, indici ed indicatori per le predette analisi – implementate mediante tecniche e strumenti di analisi geospaziale - necessitano di dati ad aggiornamento frequente che possono essere ottenuti dal telerilevamento satellitare impiegato come piattaforma informativa generalizzata. Nel paper viene presentata una sperimentazione che sfrutta i dati delle costellazioni Sentinel 1 e 2 del programma Copernicus dell’ESA nel settore veneto della fascia costiera adriatica. Tale sperimentazione – mirata alla produzione di carte delle serie di vegetazione e all’aggiornamento rapido della perimetrazione delle aree ambientali protette - costituisce un primo stato di avanzamento per la definizione di un framework ICZM generalizzabile per applicazioni sulle coste europee ed africane.
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