Se il progressivo processo di umanizzazione dell’ospedale e delle strutture socio-sanitarie ha comportato il passaggio dall’approccio biomedicale a quello bio-psico-sociale spostando l’attenzione dalla malattia all’individuo nella sua globalità, i progressi tecnologici (IoT, AI, robotica) stanno comportando un’ulteriore riorganizzazione delle strutture ospedaliere e la nascita di nuove forme di interazione altamente originali e rilevanti finalizzate alla “medicalizzazione della vita”. Il paper affronta una delle principali sfide che tutti noi – tecnici, sanitari, studiosi – siamo chiamati a raccogliere che è quella di coniugare il dualismo tra “Progresso Tecnico” e “Umanizzazione” attraverso un dialogo/confronto tra la patient-centered vision e la bio-technology-centered vision all’interno degli spazi di cura. Dal punto di vista metodologico in una prima fase sono stati raccolti, e analizzati diversi casi studio, sistematizzati rispetto a quattro principali dimensioni che caratterizzano la progettazione degli spazi di cura secondo una visione patient-centered (dimensione spirituale, dimensione psico-cognitiva, dimensione fisico-ergonomica specialistica, dimensione sociale). L’indagine, ha permesso di individuare, anche attraverso un approccio storiografico-evolutivo, dei criteri di progettazione per l’ottimizzazione del benessere del paziente nella sua globalità psico-fisico e sociale; e delle relazioni che lo stesso istaura con il personale, con i visitatori e con lo spazio ospedaliero. In seguito, attraverso l’analisi di casi studio, sono stati individuati dispositivi di Responsive System e Interactive System che generano nuove forme di interazione, rilevanti e altamente originali, tra personale medico/infermieristico, paziente e ambiente, evidenziando in alcuni casi criticità rispetto alle caratteristiche di umanizzazione precedentemente osservate. L’originalità dello studio, consiste nell’individuare delle possibili convergenze tra due approcci apparentemente contrapposti – user-centered vision e bio-tecnology centered vision – nella progettazione nella camera di degenza, essendo questa, il luogo maggiormente vissuto dal paziente, in cui l’approccio progettuale può essere orientato verso la proposta di spazi con standard e dotazioni tecnologiche implementabili in tempi successivi, da concepire come un “software” che si aggiorna con un livello di flessibilità non legato al momento contingente ma proiettato nel futuro. Nello specifico le strategie progettuali volte a conferire “enfasi” agli aspetti psico emotivi e a quelli finalizzati all’ottimizzazione della cura, sono state applicate alla scala dello spazio della camera di degenza e a quella degli arredi offrendo una nuova visione rispetto al dualismo sempre più caratterizzato dalla conflittualità tra l’iperaccellerata dinamica delle innovazioni tecnologiche sanitarie – ai cui positivi effetti sulla salute non bisogna rinunciare – e la progressiva consapevolezza da parte di ogni cittadino della propria dignità, dei propri diritti e della propria volontà di partecipazione, conscia ed inconscia, al processo di guarigione su cui l’architettura nella sua componente di natura emotiva, percettiva e sensoriale più giocare un ruolo rilevante. Il dualismo tra "Progresso Tecnico" e “Umanizzazione”, analizzato nel presente studio, può portare alla definizione di nuovi standard e linee guida per la progettazione degli spazi di cura, capaci di promuovere l’integrazione armoniosa tra nuove tecnologie e aspetti umani, focalizzandosi sull’esperienza del paziente e sul benessere globale della persona.

Tra umanizzazione e digitalizzazione degli spazi di cura : casi studio e strategie progettuali = Between humanization and digitalization of care spaces : case studies and design strategies

Cellucci, Cristiana
Writing – Original Draft Preparation
2021-01-01

Abstract

Se il progressivo processo di umanizzazione dell’ospedale e delle strutture socio-sanitarie ha comportato il passaggio dall’approccio biomedicale a quello bio-psico-sociale spostando l’attenzione dalla malattia all’individuo nella sua globalità, i progressi tecnologici (IoT, AI, robotica) stanno comportando un’ulteriore riorganizzazione delle strutture ospedaliere e la nascita di nuove forme di interazione altamente originali e rilevanti finalizzate alla “medicalizzazione della vita”. Il paper affronta una delle principali sfide che tutti noi – tecnici, sanitari, studiosi – siamo chiamati a raccogliere che è quella di coniugare il dualismo tra “Progresso Tecnico” e “Umanizzazione” attraverso un dialogo/confronto tra la patient-centered vision e la bio-technology-centered vision all’interno degli spazi di cura. Dal punto di vista metodologico in una prima fase sono stati raccolti, e analizzati diversi casi studio, sistematizzati rispetto a quattro principali dimensioni che caratterizzano la progettazione degli spazi di cura secondo una visione patient-centered (dimensione spirituale, dimensione psico-cognitiva, dimensione fisico-ergonomica specialistica, dimensione sociale). L’indagine, ha permesso di individuare, anche attraverso un approccio storiografico-evolutivo, dei criteri di progettazione per l’ottimizzazione del benessere del paziente nella sua globalità psico-fisico e sociale; e delle relazioni che lo stesso istaura con il personale, con i visitatori e con lo spazio ospedaliero. In seguito, attraverso l’analisi di casi studio, sono stati individuati dispositivi di Responsive System e Interactive System che generano nuove forme di interazione, rilevanti e altamente originali, tra personale medico/infermieristico, paziente e ambiente, evidenziando in alcuni casi criticità rispetto alle caratteristiche di umanizzazione precedentemente osservate. L’originalità dello studio, consiste nell’individuare delle possibili convergenze tra due approcci apparentemente contrapposti – user-centered vision e bio-tecnology centered vision – nella progettazione nella camera di degenza, essendo questa, il luogo maggiormente vissuto dal paziente, in cui l’approccio progettuale può essere orientato verso la proposta di spazi con standard e dotazioni tecnologiche implementabili in tempi successivi, da concepire come un “software” che si aggiorna con un livello di flessibilità non legato al momento contingente ma proiettato nel futuro. Nello specifico le strategie progettuali volte a conferire “enfasi” agli aspetti psico emotivi e a quelli finalizzati all’ottimizzazione della cura, sono state applicate alla scala dello spazio della camera di degenza e a quella degli arredi offrendo una nuova visione rispetto al dualismo sempre più caratterizzato dalla conflittualità tra l’iperaccellerata dinamica delle innovazioni tecnologiche sanitarie – ai cui positivi effetti sulla salute non bisogna rinunciare – e la progressiva consapevolezza da parte di ogni cittadino della propria dignità, dei propri diritti e della propria volontà di partecipazione, conscia ed inconscia, al processo di guarigione su cui l’architettura nella sua componente di natura emotiva, percettiva e sensoriale più giocare un ruolo rilevante. Il dualismo tra "Progresso Tecnico" e “Umanizzazione”, analizzato nel presente studio, può portare alla definizione di nuovi standard e linee guida per la progettazione degli spazi di cura, capaci di promuovere l’integrazione armoniosa tra nuove tecnologie e aspetti umani, focalizzandosi sull’esperienza del paziente e sul benessere globale della persona.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Cellucci_Tra umanizzazione e digitalizzazione_2021.pdf

accesso aperto

Tipologia: Versione Editoriale
Licenza: Creative commons
Dimensione 1.43 MB
Formato Adobe PDF
1.43 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11578/308951
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus 0
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? 0
social impact