Sin dalle sue prime sperimentazioni sugli elevati, il metodo stratigrafico di Harris ha evidenziato alcuni limiti nell’applicazione alle sequenze lignee. Tuttavia, è indubbio che l’approccio archeologico fornisca un contributo essenziale all’esame della complessità dei sistemi costruttivi in legno e all’elaborazione di cronologie relative al cantiere storico e alle trasformazioni antropiche e naturali. Esso si rivela, quindi, utile per sviluppare una sintesi periodizzata nonostante si possano generare diagrammi anche molto articolati e di difficile lettura. Oltre alle istanze provenienti dalle diverse discipline potenzialmente coinvolte, che necessiterebbero di un maggiore dettaglio di rappresentazione, tra i limiti del diagramma Harris vi è la difficoltà di comunicare anche informazioni tipicamente archeologiche quali la natura (spesso molto diversificata) dei rapporti tra le parti o unità stratigrafiche. L’esigenza dell'elaborazione di strumenti condivisi, poi, pur avendo un implicito carattere di urgenza, sembra essere una tematica scarsamente affrontata, come testimoniato da recenti studi. Il lavoro si occupa della copertura lignea del complesso architettonico di San Nicolò a Ferrara, sorto nella seconda metà del XV secolo sul sedime della chiesa precedente, e applica un metodo multidisciplinare di analisi (modello interpretativo) che tiene assieme le esigenze di Archeologia e Architettura, con particolare riferimento al Consolidamento e al Restauro, fornendo indicazioni che interessano il comportamento della costruzione passato e atteso (modello predittivo). La fase di conoscenza, oltre ad avere un ruolo fondamentale nella comprensione delle tecniche costruttive storiche (regole dell’arte) sul quale trova concorde la comunità scientifica nazionale, ha diretta implicazione sulla valutazione della capacità residua del manufatto architettonico e sulla qualità dell’attività progettuale di monitoraggio ed, eventualmente, di intervento. Per le ragioni citate, nell’ambito di questa ricerca si è messo a punto un approccio multidisciplinare che possa raccogliere, oltre alle informazioni stratigrafiche, anche dettagli relativi ai caratteri costruttivi la cui conservazione deve essere posta al centro del progetto di intervento.

Analisi multidisciplinari e modelli interpretativi delle strutture di copertura in legno. Contributi di metodo da un caso studio della seconda metà del XV secolo

Pasqual, Francesca;Zamboni, Isabella
2022-01-01

Abstract

Sin dalle sue prime sperimentazioni sugli elevati, il metodo stratigrafico di Harris ha evidenziato alcuni limiti nell’applicazione alle sequenze lignee. Tuttavia, è indubbio che l’approccio archeologico fornisca un contributo essenziale all’esame della complessità dei sistemi costruttivi in legno e all’elaborazione di cronologie relative al cantiere storico e alle trasformazioni antropiche e naturali. Esso si rivela, quindi, utile per sviluppare una sintesi periodizzata nonostante si possano generare diagrammi anche molto articolati e di difficile lettura. Oltre alle istanze provenienti dalle diverse discipline potenzialmente coinvolte, che necessiterebbero di un maggiore dettaglio di rappresentazione, tra i limiti del diagramma Harris vi è la difficoltà di comunicare anche informazioni tipicamente archeologiche quali la natura (spesso molto diversificata) dei rapporti tra le parti o unità stratigrafiche. L’esigenza dell'elaborazione di strumenti condivisi, poi, pur avendo un implicito carattere di urgenza, sembra essere una tematica scarsamente affrontata, come testimoniato da recenti studi. Il lavoro si occupa della copertura lignea del complesso architettonico di San Nicolò a Ferrara, sorto nella seconda metà del XV secolo sul sedime della chiesa precedente, e applica un metodo multidisciplinare di analisi (modello interpretativo) che tiene assieme le esigenze di Archeologia e Architettura, con particolare riferimento al Consolidamento e al Restauro, fornendo indicazioni che interessano il comportamento della costruzione passato e atteso (modello predittivo). La fase di conoscenza, oltre ad avere un ruolo fondamentale nella comprensione delle tecniche costruttive storiche (regole dell’arte) sul quale trova concorde la comunità scientifica nazionale, ha diretta implicazione sulla valutazione della capacità residua del manufatto architettonico e sulla qualità dell’attività progettuale di monitoraggio ed, eventualmente, di intervento. Per le ragioni citate, nell’ambito di questa ricerca si è messo a punto un approccio multidisciplinare che possa raccogliere, oltre alle informazioni stratigrafiche, anche dettagli relativi ai caratteri costruttivi la cui conservazione deve essere posta al centro del progetto di intervento.
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