Riflessione sul ruolo di Germano Celant nel mondo dell'arte contemporanea italiana e internazionale, con attenzione alla metodologia specifica, tra la volontà di essere un mero cronista dell'arte e quella di recuperare un filo storico sia orizzonatle (tra l'arte povera, di cui è stato il critico promotore, e altre neoavanguardie internazionali) sia verticale, con l'arte povera in continuità rispetto al Futurismo, Lucio Fontana, Piero Manzoni e altri momenti salienti del panorama recente italiano. Inoltre si segnalano le sue mostre maggiori (Arte POvera, The Italian Metamorphosis, Biennle di Venezia 1976 e 1997) come esempi di metodo, attento a non isolare l'arte contemporanea rispetto a ampi quali il teatro, la danza, il design, e altri aspetti salienti del fare creativo. Nel complesso, il personaggio emerge come il critico d'arte contemporanea italiano più infiuente nel mondo durante il XX secolo.

Germano Celant (1940-2020)

Angela Vettese
2020

Abstract

Riflessione sul ruolo di Germano Celant nel mondo dell'arte contemporanea italiana e internazionale, con attenzione alla metodologia specifica, tra la volontà di essere un mero cronista dell'arte e quella di recuperare un filo storico sia orizzonatle (tra l'arte povera, di cui è stato il critico promotore, e altre neoavanguardie internazionali) sia verticale, con l'arte povera in continuità rispetto al Futurismo, Lucio Fontana, Piero Manzoni e altri momenti salienti del panorama recente italiano. Inoltre si segnalano le sue mostre maggiori (Arte POvera, The Italian Metamorphosis, Biennle di Venezia 1976 e 1997) come esempi di metodo, attento a non isolare l'arte contemporanea rispetto a ampi quali il teatro, la danza, il design, e altri aspetti salienti del fare creativo. Nel complesso, il personaggio emerge come il critico d'arte contemporanea italiano più infiuente nel mondo durante il XX secolo.
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