Il paper presenta i primi esiti del programma di ricerca “Forte Marghera 900. Strategie di conservazione e valorizzazione del patrimonio moderno e contemporaneo nel complesso fortificato”, sottoscritto dall’Università Iuav di Venezia e da Fondazione Forte Marghera. Aspetto centrale delle indagini è l’analisi delle caratteristiche tipologiche, costruttive e conservative del patrimonio costruito, con particolare attenzione ai manufatti del Novecento. Se infatti fino alla fine del XIX secolo il sito comprende al suo interno soltanto 20 edifici, lo slittamento verso la funzione logistica avrebbe portato all’edificazione di numerose altre architetture (58 edifici) adibite a depositi, alloggi e servizi, che avrebbero popolato l’area di circa 42 ettari perimetrata dai bastioni. Questi manufatti, testimoni del passaggio dalle tecniche costruttive tradizionali alle sperimentazioni del XX secolo, assumono un ruolo centrale per il futuro del sito non soltanto per incidenza numerica ma per le ampie potenzialità di adaptive reuse. Dopo i primi importanti interventi di contrasto all’abbandono, il forte ospita oggi numerose attività nel campo culturale e dell’intrattenimento. La ricerca si inserisce all’interno del percorso avviato dal Comune di Venezia con l’obiettivo di fornire gli strumenti culturali, tecnici e operativi in grado di indirizzare e supportare l’elaborazione delle future scelte progettuali, definendo opportune strategie di conservazione, riuso e valorizzazione. La sfida è di individuare percorsi virtuosi in grado di garantire l’autonomia gestionale del sito, aprendo alla comunità un luogo patrimoniale ancora in parte inaccessibile.

Eredità dei paesaggi militari dismessi. Il caso di Forte Marghera a Venezia tra conservazione e valorizzazione

Di Resta Sara
;
Danesi Giorgio;
2021-01-01

Abstract

Il paper presenta i primi esiti del programma di ricerca “Forte Marghera 900. Strategie di conservazione e valorizzazione del patrimonio moderno e contemporaneo nel complesso fortificato”, sottoscritto dall’Università Iuav di Venezia e da Fondazione Forte Marghera. Aspetto centrale delle indagini è l’analisi delle caratteristiche tipologiche, costruttive e conservative del patrimonio costruito, con particolare attenzione ai manufatti del Novecento. Se infatti fino alla fine del XIX secolo il sito comprende al suo interno soltanto 20 edifici, lo slittamento verso la funzione logistica avrebbe portato all’edificazione di numerose altre architetture (58 edifici) adibite a depositi, alloggi e servizi, che avrebbero popolato l’area di circa 42 ettari perimetrata dai bastioni. Questi manufatti, testimoni del passaggio dalle tecniche costruttive tradizionali alle sperimentazioni del XX secolo, assumono un ruolo centrale per il futuro del sito non soltanto per incidenza numerica ma per le ampie potenzialità di adaptive reuse. Dopo i primi importanti interventi di contrasto all’abbandono, il forte ospita oggi numerose attività nel campo culturale e dell’intrattenimento. La ricerca si inserisce all’interno del percorso avviato dal Comune di Venezia con l’obiettivo di fornire gli strumenti culturali, tecnici e operativi in grado di indirizzare e supportare l’elaborazione delle future scelte progettuali, definendo opportune strategie di conservazione, riuso e valorizzazione. La sfida è di individuare percorsi virtuosi in grado di garantire l’autonomia gestionale del sito, aprendo alla comunità un luogo patrimoniale ancora in parte inaccessibile.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
62 Rigenerare-le-aree-militari-dismesse_Di Resta-Danesi-Mondini.pdf

accesso aperto

Tipologia: Versione Editoriale
Licenza: Creative commons
Dimensione 2.66 MB
Formato Adobe PDF
2.66 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11578/322629
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact