Si propone l’accezione di “formatività” che include sia la produzione che l’invenzione in un unico atto: un processo che attraverso “tentativi” intende “formare” come “fare” inventando il “modo di fare”. L’opera ― “materia formata” ― in questo senso è sia risultato che legge del processo formativo. L’espressione della componente formante dell’opera, che precede il suo essere forma formata, ma che persiste, può essere identificata nella ricerca ― di cui si sottolinea il carattere dinamico ― che porta a elaborare una forma riconosciuta come risultato compiuto e tuttavia relazionale rispetto agli elementi che hanno animato il processo. Tale accezione presenta interessanti aspetti applicabili al progetto di architettura e alla sua didattica, avendo implicazioni sul processo di conoscenza ― ugualmente intesa come formatività ― e sul processo progettuale che può sempre ripartire dalla forma formante per giungere a esiti diversi di forma formata. Contenendo la forma formata la legge della sua formazione, il processo formativo della conoscenza porta ad interpretare e quindi generare i modi in cui l’opera esige di essere fatta, così che è possibile appropriarsi di leggi generative che troveranno espressione in un contesto complesso che include l’autore, la sua cultura, il mondo in cui opera. Conoscenza dell’esistente e nuova produzione sulla base delle leggi di questo sono quindi correlate «[…] perché nell’arte non c’è altro dire che il fare o lo stesso fare è un dire» (Pareyson, 1988)

Formatività

Maura Manzelle
2023-01-01

Abstract

Si propone l’accezione di “formatività” che include sia la produzione che l’invenzione in un unico atto: un processo che attraverso “tentativi” intende “formare” come “fare” inventando il “modo di fare”. L’opera ― “materia formata” ― in questo senso è sia risultato che legge del processo formativo. L’espressione della componente formante dell’opera, che precede il suo essere forma formata, ma che persiste, può essere identificata nella ricerca ― di cui si sottolinea il carattere dinamico ― che porta a elaborare una forma riconosciuta come risultato compiuto e tuttavia relazionale rispetto agli elementi che hanno animato il processo. Tale accezione presenta interessanti aspetti applicabili al progetto di architettura e alla sua didattica, avendo implicazioni sul processo di conoscenza ― ugualmente intesa come formatività ― e sul processo progettuale che può sempre ripartire dalla forma formante per giungere a esiti diversi di forma formata. Contenendo la forma formata la legge della sua formazione, il processo formativo della conoscenza porta ad interpretare e quindi generare i modi in cui l’opera esige di essere fatta, così che è possibile appropriarsi di leggi generative che troveranno espressione in un contesto complesso che include l’autore, la sua cultura, il mondo in cui opera. Conoscenza dell’esistente e nuova produzione sulla base delle leggi di questo sono quindi correlate «[…] perché nell’arte non c’è altro dire che il fare o lo stesso fare è un dire» (Pareyson, 1988)
2023
9791280379092
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