Credo che le prime riflessioni di Riccardo Migliari sulla stesura di un volume monografico dedicato alla “pratica” della prospettiva risalgano a più di dieci anni fa, quando, partecipando entrambi a Torino a una riunione di un PRIN che ci vedeva sodali, durante una passeggiata serale lungo il Po, mi confessò di avere un progetto editoriale per un prossimo futuro: quello di volersi dedicare, una volta conclusi i suoi impegni universitari, alla stesura di un testo monografico dedicato a questo metodo di rappresentazione, libero dai vincoli accademici e in grado di estendere lo studio delle sue applicazioni, anche di quelle più eterodosse (come le anamorfosi o la prospettiva solida) ad altre pratiche figurative, limitrofe e apparentemente estranee a quelle architettoniche de iure. ---I believe that Riccardo Migliari’s first thoughts about writing a monographic volume devoted to the ‘practice’ of perspective go back to more than ten years ago, when, while we were both attending a PRIN meeting in Turin, during an evening stroll along the Po River, he confessed to me that he had in mind an editorial project for the near future: that of wanting to devote himself, once his university commitments were over, to the writing of a monographic text devoted to this method of representation, free from academic constraints and capable of extending the study of its applications, even the more heterodox ones (such as anamorphosis or solid perspective) to other figurative practices, bordering and seemingly extraneous to architectural practices de jure.

Riccardo Migliari, Marco Fasolo. (2022). Prospettiva. Teoria e applicazioni. Milano: Hoepli

De Rosa, Agostino
2023-01-01

Abstract

Credo che le prime riflessioni di Riccardo Migliari sulla stesura di un volume monografico dedicato alla “pratica” della prospettiva risalgano a più di dieci anni fa, quando, partecipando entrambi a Torino a una riunione di un PRIN che ci vedeva sodali, durante una passeggiata serale lungo il Po, mi confessò di avere un progetto editoriale per un prossimo futuro: quello di volersi dedicare, una volta conclusi i suoi impegni universitari, alla stesura di un testo monografico dedicato a questo metodo di rappresentazione, libero dai vincoli accademici e in grado di estendere lo studio delle sue applicazioni, anche di quelle più eterodosse (come le anamorfosi o la prospettiva solida) ad altre pratiche figurative, limitrofe e apparentemente estranee a quelle architettoniche de iure. ---I believe that Riccardo Migliari’s first thoughts about writing a monographic volume devoted to the ‘practice’ of perspective go back to more than ten years ago, when, while we were both attending a PRIN meeting in Turin, during an evening stroll along the Po River, he confessed to me that he had in mind an editorial project for the near future: that of wanting to devote himself, once his university commitments were over, to the writing of a monographic text devoted to this method of representation, free from academic constraints and capable of extending the study of its applications, even the more heterodox ones (such as anamorphosis or solid perspective) to other figurative practices, bordering and seemingly extraneous to architectural practices de jure.
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