La valenza turistica e patrimoniale dei paesaggi sta godendo attualmente di una rinnovata promozione stimolata dalla possibilità di farne esperienza attraverso forme di mobilità lenta. A questo riguardo, in Europa, i pellegrinaggi storici e i loro tracciati sono riscoperti sempre più in chiave secolare. In questo contributo adottiamo un approccio fenomenologico alla mobilità, al turismo e al patrimonio culturale per interrogare il modo con cui il camminare, inteso come performance dei luoghi, contribuisca a atrimonializzare i paesaggi attraversati nel momento in cui alcune ‘antiche’ rotte di pellegrinaggio sono riproposte più genericamente come itinerari di vacanza in cammino. Facendo riferimento a due esperienze svolte su tratte del Cammino di Sant’Antonio che incrociano in Veneto altri itinerari di importanza storico-religiosa, la Via Romea Strata (nel 2021) e la Via Romea Germanica (nel 2022), il contributo si basa sui risultati emersi da due etnografie in cammino, integrate dai risultati di un geoquestionario. Entrambe hanno avuto origine come escursione didattica dove il camminare stesso è stato considerato strumento di indagine incorporato e immersivo per comprendere la relazione tra turismo e paesaggio. Il venire insieme di corpi, sensi, beni culturali, ambiente, attraverso il camminare consente di comprendere quanto questa stessa pratica – patrimonializzante e patrimonializzata – giochi un ruolo chiave nel re-interpretare i pellegrinaggi, mettendo in discussione temi ricorrenti nella promozione turistica e del paesaggio.
Sempre in divenire: camminare lungo antiche rotte di pellegrinaggio come pratica patrimonializzante = Always in Becoming: Walking along Ancient Pilgrimage Ways as Heritage-Making
Meneghello, Sabrina
2025-01-01
Abstract
La valenza turistica e patrimoniale dei paesaggi sta godendo attualmente di una rinnovata promozione stimolata dalla possibilità di farne esperienza attraverso forme di mobilità lenta. A questo riguardo, in Europa, i pellegrinaggi storici e i loro tracciati sono riscoperti sempre più in chiave secolare. In questo contributo adottiamo un approccio fenomenologico alla mobilità, al turismo e al patrimonio culturale per interrogare il modo con cui il camminare, inteso come performance dei luoghi, contribuisca a atrimonializzare i paesaggi attraversati nel momento in cui alcune ‘antiche’ rotte di pellegrinaggio sono riproposte più genericamente come itinerari di vacanza in cammino. Facendo riferimento a due esperienze svolte su tratte del Cammino di Sant’Antonio che incrociano in Veneto altri itinerari di importanza storico-religiosa, la Via Romea Strata (nel 2021) e la Via Romea Germanica (nel 2022), il contributo si basa sui risultati emersi da due etnografie in cammino, integrate dai risultati di un geoquestionario. Entrambe hanno avuto origine come escursione didattica dove il camminare stesso è stato considerato strumento di indagine incorporato e immersivo per comprendere la relazione tra turismo e paesaggio. Il venire insieme di corpi, sensi, beni culturali, ambiente, attraverso il camminare consente di comprendere quanto questa stessa pratica – patrimonializzante e patrimonializzata – giochi un ruolo chiave nel re-interpretare i pellegrinaggi, mettendo in discussione temi ricorrenti nella promozione turistica e del paesaggio.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



