ITA “Afra e le Altre” è un omaggio ad Afra Scarpa Bianchin e a tutte le donne nell’architettura che, in modo visibile o più defilato, hanno contribuito a plasmare nuovi immaginari della vita domestica. Il volume esplora le dinamiche professionali e personali delle architette che hanno spesso lavorato accanto a partner uomini, frequentemente all’interno di studi condivisi che erano anche spazi di vita familiare. Attraverso l’esempio di Afra, che ha collaborato con Tobia Scarpa sia nel lavoro sia nella vita, il numero indaga il fenomeno più ampio delle coppie di architetti, mettendo in luce come l’intensità e il carattere totalizzante della pratica architettonica conducano spesso a partnership professionali e personali molto strette. La pubblicazione si innesta su recenti ricerche dedicate al ruolo delle donne in architettura — richiamando progetti chiave come Donnarchitettura, MoMoWo e la mostra del MAXXI Buone nuove. Donne in architettura — per mettere in discussione una storiografia dominante che ha spesso marginalizzato i contributi femminili. I saggi suggeriscono che il lavoro in coppia o all’interno di nuclei familiari abbia storicamente rappresentato per le donne una via più accessibile alla piena partecipazione alla pratica architettonica. Il numero è articolato in tre sezioni principali e si conclude con una serie di recensioni. La prima sezione, “Afra e il suo paesaggio”, è dedicata alla casa che Afra e Tobia Scarpa hanno costruito a Trevignano e la colloca all’interno di una rete più ampia di coppie di architetti legate allo Iuav, il cui lavoro ha contribuito a definire il territorio veneto. La seconda sezione, “Casa per Noi”, analizza abitazioni nate da collaborazioni tra architetti e artisti o intellettuali, in cui il progetto esprime una visione condivisa. La terza e più ampia sezione, “Casa come Noi”, esplora spazi domestici concepiti da coppie di architetti per vivere e lavorare insieme — dagli Aalto agli Eames, fino a sodalizi meno noti ma altrettanto rivelatori come i Sirén, gli Hansen e Flores & Prats. Nel corso del volume, la casa è intesa al tempo stesso come spazio abitativo e come manifesto: un luogo sperimentale in cui l’architettura viene messa in atto, teorizzata e abitata. Piuttosto che offrire una rassegna esaustiva, “Afra e le Altre” propone un percorso genealogico e interpretativo attraverso casi di studio selezionati, con l’obiettivo di ripensare le modalità di intersezione tra architettura, domesticità e partnership. Le recensioni che accompagnano il numero segnalano ristampe e pubblicazioni recenti che arricchiscono il dibattito su genere, autorialità e agency spaziale in architettura. ENG. “Afra e le Altre” is a tribute to Afra Scarpa Bianchin and to all the women in architecture who, whether visibly or in the background, have contributed to shaping new imaginaries of domestic life. The volume explores the professional and personal dynamics of women architects who often worked alongside male partners–frequently within shared studios that were also spaces of family life. Through the example of Afra, who collaborated with Tobia Scarpa in both work and life, the issue examines the broader phenomenon of architectural couples, emphasizing how the intensity and totalizing nature of architectural practice often leads to close professional and personal partnerships. The publication builds on recent research into the role of women in architecture–referencing key projects such as Donnarchitettura, MoMoWo, and the MAXXI exhibition Buone nuove. Donne in architettura–to question the dominant historiography that has often marginalized female contributions. The essays suggest that working in pairs or within family teams has historically offered women a more accessible way to participate fully in architectural practice. The issue is structured into three main sections and concludes with a series of reviews. The first section, “Afra e il suo paesaggio”, focuses on the house Afra and Tobia Scarpa built in Trevignano and situates it within a broader network of Iuav-affiliated architect couples whose work has shaped the Veneto region. The second section, “Casa per Noi”, examines homes born from collaborations between architects and artists or intellectuals, where the design expresses a shared vision. The third and most extensive section, “Casa come Noi”, explores domestic spaces conceived by couples of architects to live and work together–ranging from the Aaltos and the Eameses to lesser-known but equally revealing partnerships such as the Siréns, the Hansens, and Flores & Prats. Throughout, the volume positions the house as both a living space and a manifesto–an experimental site where architecture is performed, theorized, and inhabited. Rather than offering a comprehensive survey, “Altra e le Altre” proposes a genealogical and interpretive journey through selected case studies, aiming to rethink the ways in which architecture, domesticity, and partnership intersect. The accompanying reviews highlight reissues and recent publications that enrich the discourse on gender, authorship, and spatial agency in architecture.

Afra e le Altre. Editoriale di Engramma 226

Fernanda De Maio;Claudia Cavallo;Maria Grazia Eccheli
2025-01-01

Abstract

ITA “Afra e le Altre” è un omaggio ad Afra Scarpa Bianchin e a tutte le donne nell’architettura che, in modo visibile o più defilato, hanno contribuito a plasmare nuovi immaginari della vita domestica. Il volume esplora le dinamiche professionali e personali delle architette che hanno spesso lavorato accanto a partner uomini, frequentemente all’interno di studi condivisi che erano anche spazi di vita familiare. Attraverso l’esempio di Afra, che ha collaborato con Tobia Scarpa sia nel lavoro sia nella vita, il numero indaga il fenomeno più ampio delle coppie di architetti, mettendo in luce come l’intensità e il carattere totalizzante della pratica architettonica conducano spesso a partnership professionali e personali molto strette. La pubblicazione si innesta su recenti ricerche dedicate al ruolo delle donne in architettura — richiamando progetti chiave come Donnarchitettura, MoMoWo e la mostra del MAXXI Buone nuove. Donne in architettura — per mettere in discussione una storiografia dominante che ha spesso marginalizzato i contributi femminili. I saggi suggeriscono che il lavoro in coppia o all’interno di nuclei familiari abbia storicamente rappresentato per le donne una via più accessibile alla piena partecipazione alla pratica architettonica. Il numero è articolato in tre sezioni principali e si conclude con una serie di recensioni. La prima sezione, “Afra e il suo paesaggio”, è dedicata alla casa che Afra e Tobia Scarpa hanno costruito a Trevignano e la colloca all’interno di una rete più ampia di coppie di architetti legate allo Iuav, il cui lavoro ha contribuito a definire il territorio veneto. La seconda sezione, “Casa per Noi”, analizza abitazioni nate da collaborazioni tra architetti e artisti o intellettuali, in cui il progetto esprime una visione condivisa. La terza e più ampia sezione, “Casa come Noi”, esplora spazi domestici concepiti da coppie di architetti per vivere e lavorare insieme — dagli Aalto agli Eames, fino a sodalizi meno noti ma altrettanto rivelatori come i Sirén, gli Hansen e Flores & Prats. Nel corso del volume, la casa è intesa al tempo stesso come spazio abitativo e come manifesto: un luogo sperimentale in cui l’architettura viene messa in atto, teorizzata e abitata. Piuttosto che offrire una rassegna esaustiva, “Afra e le Altre” propone un percorso genealogico e interpretativo attraverso casi di studio selezionati, con l’obiettivo di ripensare le modalità di intersezione tra architettura, domesticità e partnership. Le recensioni che accompagnano il numero segnalano ristampe e pubblicazioni recenti che arricchiscono il dibattito su genere, autorialità e agency spaziale in architettura. ENG. “Afra e le Altre” is a tribute to Afra Scarpa Bianchin and to all the women in architecture who, whether visibly or in the background, have contributed to shaping new imaginaries of domestic life. The volume explores the professional and personal dynamics of women architects who often worked alongside male partners–frequently within shared studios that were also spaces of family life. Through the example of Afra, who collaborated with Tobia Scarpa in both work and life, the issue examines the broader phenomenon of architectural couples, emphasizing how the intensity and totalizing nature of architectural practice often leads to close professional and personal partnerships. The publication builds on recent research into the role of women in architecture–referencing key projects such as Donnarchitettura, MoMoWo, and the MAXXI exhibition Buone nuove. Donne in architettura–to question the dominant historiography that has often marginalized female contributions. The essays suggest that working in pairs or within family teams has historically offered women a more accessible way to participate fully in architectural practice. The issue is structured into three main sections and concludes with a series of reviews. The first section, “Afra e il suo paesaggio”, focuses on the house Afra and Tobia Scarpa built in Trevignano and situates it within a broader network of Iuav-affiliated architect couples whose work has shaped the Veneto region. The second section, “Casa per Noi”, examines homes born from collaborations between architects and artists or intellectuals, where the design expresses a shared vision. The third and most extensive section, “Casa come Noi”, explores domestic spaces conceived by couples of architects to live and work together–ranging from the Aaltos and the Eameses to lesser-known but equally revealing partnerships such as the Siréns, the Hansens, and Flores & Prats. Throughout, the volume positions the house as both a living space and a manifesto–an experimental site where architecture is performed, theorized, and inhabited. Rather than offering a comprehensive survey, “Altra e le Altre” proposes a genealogical and interpretive journey through selected case studies, aiming to rethink the ways in which architecture, domesticity, and partnership intersect. The accompanying reviews highlight reissues and recent publications that enrich the discourse on gender, authorship, and spatial agency in architecture.
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