Da sempre l’architettura, le città e i territori si sono costruiti in relazione agli spostamenti umani. Dalle distanze costrette entro spazi minimi, misurati sull’ergonomia del singolo individuo, fino alla vasta scala delle migrazioni di interi popoli, l’atto del camminare rappresenta un’azione talmente radicata e imprescindibile nell’esperienza del mondo, addirittura inconsapevole, da poter apparire scontata. Eppure la scelta di intitolare Wave 2024 alle Walkable architectures non va intesa in senso riduttivo, come banale riaffermazione di una tautologia. Si tratta piuttosto di una proposta esplorativa, occasione di riscoperta e intensificazione del tema, finanche una presa di posizione: è l’affermazione che l’architettura, nel suo farsi spazio e nel dare forma alle relazioni che in questo si dispiegano, nella sua fisicità esperita e nella dimensione immateriale che è in grado di evocare, continua a trovare le proprie ragioni d’essere. Il discorso assume particolare significato in un periodo storico pesantemente segnato dalla pervasiva fortuna della dimensione visiva. Nel campo dell’architettura troppo spesso la tendenza alla cristallizzazione del progetto in immagini, per così dire, appiattite fa sì che la loro facile fruizione abbia preso progressivamente il sopravvento sull’intraducibile pienezza dell’esperienza fisica dello spazio. E il prevalere di un approccio oggettuale alla concezione gli edifici ne ha fatto troppo spesso contenitori fragili, esposti al rischio di gratuità, erodendo invece il senso profondo del dare forma e sistema alle cose. Volumi sempre meno interessati a dialogare vedono venire meno il gioco sapiente, rigoroso e magnifico delle relazioni sotto la luce. E mentre si fanno stringenti le norme che regolano aspetti altri del progettare, aspetti di natura procedurale o tecnologico-prestazionale, ma essenzialmente non formali, sembra non essere più al centro la dimensione relazionale insita nell’idea di costruire, non oggetti, ma luoghi.
Un passo avanti e due indietro = One Step Forward, Two Steps Back
Iorio, Andrea
2025-01-01
Abstract
Da sempre l’architettura, le città e i territori si sono costruiti in relazione agli spostamenti umani. Dalle distanze costrette entro spazi minimi, misurati sull’ergonomia del singolo individuo, fino alla vasta scala delle migrazioni di interi popoli, l’atto del camminare rappresenta un’azione talmente radicata e imprescindibile nell’esperienza del mondo, addirittura inconsapevole, da poter apparire scontata. Eppure la scelta di intitolare Wave 2024 alle Walkable architectures non va intesa in senso riduttivo, come banale riaffermazione di una tautologia. Si tratta piuttosto di una proposta esplorativa, occasione di riscoperta e intensificazione del tema, finanche una presa di posizione: è l’affermazione che l’architettura, nel suo farsi spazio e nel dare forma alle relazioni che in questo si dispiegano, nella sua fisicità esperita e nella dimensione immateriale che è in grado di evocare, continua a trovare le proprie ragioni d’essere. Il discorso assume particolare significato in un periodo storico pesantemente segnato dalla pervasiva fortuna della dimensione visiva. Nel campo dell’architettura troppo spesso la tendenza alla cristallizzazione del progetto in immagini, per così dire, appiattite fa sì che la loro facile fruizione abbia preso progressivamente il sopravvento sull’intraducibile pienezza dell’esperienza fisica dello spazio. E il prevalere di un approccio oggettuale alla concezione gli edifici ne ha fatto troppo spesso contenitori fragili, esposti al rischio di gratuità, erodendo invece il senso profondo del dare forma e sistema alle cose. Volumi sempre meno interessati a dialogare vedono venire meno il gioco sapiente, rigoroso e magnifico delle relazioni sotto la luce. E mentre si fanno stringenti le norme che regolano aspetti altri del progettare, aspetti di natura procedurale o tecnologico-prestazionale, ma essenzialmente non formali, sembra non essere più al centro la dimensione relazionale insita nell’idea di costruire, non oggetti, ma luoghi.| File | Dimensione | Formato | |
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