Questo articolo esamina le aree costiere italiane come una forma di “patrimonio fragile”, caratterizzata dall’intersezione tra un’elevata esposizione climatica e una densa concentrazione di valori culturali e ambientali giuridicamente protetti. Muovendo dall’articolo 9 della Costituzione italiana, come modificato nel 2022, e dal quadro delineato dalla Convenzione europea del paesaggio, il contributo esplora le implicazioni di una nozione dinamica e processuale di paesaggio. I territori costieri vengono interpretati non semplicemente come luoghi di eccezionale valore, ma come sistemi socio-ecologici complessi nei quali coesistono patrimonio culturale, beni ambientali, infrastrutture e attività economiche. Da questa prospettiva, il cambiamento climatico mette in discussione gli approcci tradizionali fondati sulla conservazione, sollevando interrogativi circa l’adeguatezza di meccanismi di tutela statici. L’articolo sostiene che l’attuale quadro costituzionale e legislativo offre già una base normativa per integrare l’adattamento climatico nella tutela del paesaggio. Piuttosto che configurarsi come una deroga alla protezione, le misure di adattamento possono essere intese come strumenti volti a garantire nel tempo la continuità dei valori tutelati. Il contributo riflette quindi sul ruolo della pianificazione quale dispositivo giuridico e istituzionale capace di conciliare tutela, trasformazione e responsabilità intergenerazionale. In conclusione, il concetto di “patrimonio fragile” viene proposto come categoria interpretativa attraverso cui il diritto del paesaggio può affrontare i cambiamenti ambientali strutturali senza rinunciare ai propri principi fondamentali.

Aree costiere come patrimonio fragile. Dal riconoscimento giuridico del paesaggio alle implicazioni per la pianificazione climatica

Filippo Magni
;
Elena Ferraioli
2026-01-01

Abstract

Questo articolo esamina le aree costiere italiane come una forma di “patrimonio fragile”, caratterizzata dall’intersezione tra un’elevata esposizione climatica e una densa concentrazione di valori culturali e ambientali giuridicamente protetti. Muovendo dall’articolo 9 della Costituzione italiana, come modificato nel 2022, e dal quadro delineato dalla Convenzione europea del paesaggio, il contributo esplora le implicazioni di una nozione dinamica e processuale di paesaggio. I territori costieri vengono interpretati non semplicemente come luoghi di eccezionale valore, ma come sistemi socio-ecologici complessi nei quali coesistono patrimonio culturale, beni ambientali, infrastrutture e attività economiche. Da questa prospettiva, il cambiamento climatico mette in discussione gli approcci tradizionali fondati sulla conservazione, sollevando interrogativi circa l’adeguatezza di meccanismi di tutela statici. L’articolo sostiene che l’attuale quadro costituzionale e legislativo offre già una base normativa per integrare l’adattamento climatico nella tutela del paesaggio. Piuttosto che configurarsi come una deroga alla protezione, le misure di adattamento possono essere intese come strumenti volti a garantire nel tempo la continuità dei valori tutelati. Il contributo riflette quindi sul ruolo della pianificazione quale dispositivo giuridico e istituzionale capace di conciliare tutela, trasformazione e responsabilità intergenerazionale. In conclusione, il concetto di “patrimonio fragile” viene proposto come categoria interpretativa attraverso cui il diritto del paesaggio può affrontare i cambiamenti ambientali strutturali senza rinunciare ai propri principi fondamentali.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11578/378649
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