Negli ultimi decenni, i cambiamenti economici post-industriali, l’instabilità finanziaria, i mutamenti climatici e la limitata capacità di governance hanno portato ad un progressivo intensificarsi di dinamiche di frammentazione, contrazione e abbandono dei territori contemporanei. Il fenomeno è aggravato dalla riduzione delle attività industriali, dalla crisi economica e dalle trasformazioni nel settore produttivo, con la conseguente proliferazione di vaste zone dismesse e infrastrutture industriali abbandonate situate in aree periurbane strategiche. Questa condizione rappresenta un problema di notevole interesse, con ripercussioni economiche, sociali ed ambientali, ma offre anche un’opportunità per avviare processi di rigenerazione, razionalizzazione dei metabolismi urbani e riconnessione ecologica, funzionale e sociale. In questa prospettiva, il riuso adattativo emerge come una risposta efficace per contrastare l’espansione urbana lineare e insostenibile, ridurre il consumo di suolo e mantenere vitali contesti periurbani abbandonati, non pianificati e privi di funzione, noti come wastelands. Questo approccio mira quindi a integrarsi in un sistema economico circolare, focalizzato sulla massimizzazione del riutilizzo delle risorse, adottando un approccio che considera il suolo come un fattore abilitante per interventi di ripristino territoriale inclusivo ed ecologico. Il contributo analizza ed esplora l’applicazione del concetto di riuso adattativo nel contesto olandese, provando a ridefinire un nuovo paradigma per la progettazione, la pianificazione e la governance rigenerativa e adattiva per il recupero di aree marginali.
Verso un nuovo paradigma di pianificazione e rigenerazione territoriale: il riuso adattivo e la “circolarità” dell’uso del suolo per il riciclo dei wastelands
Ferraioli, Elena
2025-01-01
Abstract
Negli ultimi decenni, i cambiamenti economici post-industriali, l’instabilità finanziaria, i mutamenti climatici e la limitata capacità di governance hanno portato ad un progressivo intensificarsi di dinamiche di frammentazione, contrazione e abbandono dei territori contemporanei. Il fenomeno è aggravato dalla riduzione delle attività industriali, dalla crisi economica e dalle trasformazioni nel settore produttivo, con la conseguente proliferazione di vaste zone dismesse e infrastrutture industriali abbandonate situate in aree periurbane strategiche. Questa condizione rappresenta un problema di notevole interesse, con ripercussioni economiche, sociali ed ambientali, ma offre anche un’opportunità per avviare processi di rigenerazione, razionalizzazione dei metabolismi urbani e riconnessione ecologica, funzionale e sociale. In questa prospettiva, il riuso adattativo emerge come una risposta efficace per contrastare l’espansione urbana lineare e insostenibile, ridurre il consumo di suolo e mantenere vitali contesti periurbani abbandonati, non pianificati e privi di funzione, noti come wastelands. Questo approccio mira quindi a integrarsi in un sistema economico circolare, focalizzato sulla massimizzazione del riutilizzo delle risorse, adottando un approccio che considera il suolo come un fattore abilitante per interventi di ripristino territoriale inclusivo ed ecologico. Il contributo analizza ed esplora l’applicazione del concetto di riuso adattativo nel contesto olandese, provando a ridefinire un nuovo paradigma per la progettazione, la pianificazione e la governance rigenerativa e adattiva per il recupero di aree marginali.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



