La Terrazza a Mare di Lignano Sabbiadoro, progettata e costruita da Aldo Bernardis tra il 1961 e il 1970, rappresenta una tappa fondamentale nella trasformazione del paesaggio costiero friulano del secondo Novecento. Edificata in sostituzione della terrazza lignea di Provino Valle (1923), l’opera ridefinisce il rapporto tra città e mare, divenendo emblema di modernità e simbolo urbano. La struttura si articola in un lungo pontile su palafitte, concluso da una piattaforma con due volumi coperti da volte in calcestruzzo armato, evocative di conchiglie rovesciate, e da un piccolo faro. Il disegno architettonico dialoga con figure chiave dell’architettura moderna internazionale, reinterpretate da Bernardis con spirito pragmatico e propensione per l’innovazione. Il contributo indaga le dinamiche storiche, progettuali e costruttive che accompagnano la realizzazione di questa opera, fulcro della vita sociale della città negli anni Sessanta e Settanta, analizzandone materiali e tecnologie, ma anche le recenti trasformazioni e il suo destino futuro. Il recente intervento promosso dalla Regione Friuli-Venezia Giulia, oggi in corso di realizzazione, offre l’occasione per riflettere criticamente sulle strategie di conservazione del patrimonio architettonico del Novecento, e sulla possibilità di costruire percorsi di valorizzazione capaci di conciliare tutela, riuso e nuova vitalità urbana.
Conservazione e trasformazione del patrimonio costiero moderno: la Terrazza a Mare di Lignano tra memoria, identità, innovazione
Danesi, Giorgio
;Degan, Silvia
2026-01-01
Abstract
La Terrazza a Mare di Lignano Sabbiadoro, progettata e costruita da Aldo Bernardis tra il 1961 e il 1970, rappresenta una tappa fondamentale nella trasformazione del paesaggio costiero friulano del secondo Novecento. Edificata in sostituzione della terrazza lignea di Provino Valle (1923), l’opera ridefinisce il rapporto tra città e mare, divenendo emblema di modernità e simbolo urbano. La struttura si articola in un lungo pontile su palafitte, concluso da una piattaforma con due volumi coperti da volte in calcestruzzo armato, evocative di conchiglie rovesciate, e da un piccolo faro. Il disegno architettonico dialoga con figure chiave dell’architettura moderna internazionale, reinterpretate da Bernardis con spirito pragmatico e propensione per l’innovazione. Il contributo indaga le dinamiche storiche, progettuali e costruttive che accompagnano la realizzazione di questa opera, fulcro della vita sociale della città negli anni Sessanta e Settanta, analizzandone materiali e tecnologie, ma anche le recenti trasformazioni e il suo destino futuro. Il recente intervento promosso dalla Regione Friuli-Venezia Giulia, oggi in corso di realizzazione, offre l’occasione per riflettere criticamente sulle strategie di conservazione del patrimonio architettonico del Novecento, e sulla possibilità di costruire percorsi di valorizzazione capaci di conciliare tutela, riuso e nuova vitalità urbana.| File | Dimensione | Formato | |
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