Nel secondo dopoguerra la ricostruzione è occasione per la ripresa e la revisione di progetti architettonici e territoriali che, tipicamente segnati da dinamiche di lungo periodo, non possono che partire dalla progettazione iniziata nei primi anni ’30 e interrotta dal conflitto bellico. Continuità e discontinuità sono quindi termini che convivono nelle scelte di risanamento e di sviluppo, portando ad interventi che, a tutte le scale, hanno contribuito a determinare la città di oggi. Se l’inizio della ripresa è identificato nell’immediato dopoguerra, questo periodo di grandi riflessioni, sperimentazioni a tutte le scale progettuali, percorrerà tutti gli anni ’50 fino a trovare una battuta d’arresto nell’”acqua granda” del 1966, l’alluvione che ribalterà tutte le priorità e decreterà definitivamente la rilevanza internazionale del “problema Venezia”.
La “ricostruzione” a Venezia
Maura Manzelle
2026-01-01
Abstract
Nel secondo dopoguerra la ricostruzione è occasione per la ripresa e la revisione di progetti architettonici e territoriali che, tipicamente segnati da dinamiche di lungo periodo, non possono che partire dalla progettazione iniziata nei primi anni ’30 e interrotta dal conflitto bellico. Continuità e discontinuità sono quindi termini che convivono nelle scelte di risanamento e di sviluppo, portando ad interventi che, a tutte le scale, hanno contribuito a determinare la città di oggi. Se l’inizio della ripresa è identificato nell’immediato dopoguerra, questo periodo di grandi riflessioni, sperimentazioni a tutte le scale progettuali, percorrerà tutti gli anni ’50 fino a trovare una battuta d’arresto nell’”acqua granda” del 1966, l’alluvione che ribalterà tutte le priorità e decreterà definitivamente la rilevanza internazionale del “problema Venezia”.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



