La fine della Prima guerra mondiale segna l’inizio di un lungo processo di elaborazione del lutto. Si assiste a una progressiva razionalizzazione delle sepolture e alla contemporanea creazione del culto dei caduti che si concretizza con la definizione del piano del Generale Giovanni Faracovi (1928). Quest’ultimo prevede la realizzazione di quaranta opere monumentali volte a conservare le spoglie dei caduti e a celebrarne la memoria. Di queste architetture fanno parte i sacrari di Caporetto (1935-1938) e di Oslavia (1932-1938).
Ad memoria militum. I sacrari della Grande Guerra di Caporetto e Oslavia
Maria Grazia Cozzitorto
;
2023-01-01
Abstract
La fine della Prima guerra mondiale segna l’inizio di un lungo processo di elaborazione del lutto. Si assiste a una progressiva razionalizzazione delle sepolture e alla contemporanea creazione del culto dei caduti che si concretizza con la definizione del piano del Generale Giovanni Faracovi (1928). Quest’ultimo prevede la realizzazione di quaranta opere monumentali volte a conservare le spoglie dei caduti e a celebrarne la memoria. Di queste architetture fanno parte i sacrari di Caporetto (1935-1938) e di Oslavia (1932-1938).File in questo prodotto:
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