La Prima Guerra Mondiale rappresentò un momento decisivo per la storia nazionale italiana, segnando il compimento del processo di unificazione e configurandosi come l’ultima guerra risorgimentale. Con la vittoria e l’annessione di nuovi territori, sorse l’urgenza di affermare l’identità italiana anche attraverso l’architettura. Questa necessità si intensificò con l’avvento del fascismo, che trasformò la memoria della guerra in un elemento politico e culturale da esaltare simbolicamente, in particolare nel Triveneto. In questo contesto, l’architettura monumentale assunse un ruolo centrale, diventando strumento di rivendicazione identitaria. Gorizia si configura come caso emblematico di questa tendenza e il contributo analizza alcuni esempi che culminano con il Sacrario Militare di Oslavia progettato da Ghino Venturi.
Politiche della memoria e rappresentazione del potere nell'architettura monumentale goriziana del primo dopoguerra
Maria Grazia Cozzitorto
2026-01-01
Abstract
La Prima Guerra Mondiale rappresentò un momento decisivo per la storia nazionale italiana, segnando il compimento del processo di unificazione e configurandosi come l’ultima guerra risorgimentale. Con la vittoria e l’annessione di nuovi territori, sorse l’urgenza di affermare l’identità italiana anche attraverso l’architettura. Questa necessità si intensificò con l’avvento del fascismo, che trasformò la memoria della guerra in un elemento politico e culturale da esaltare simbolicamente, in particolare nel Triveneto. In questo contesto, l’architettura monumentale assunse un ruolo centrale, diventando strumento di rivendicazione identitaria. Gorizia si configura come caso emblematico di questa tendenza e il contributo analizza alcuni esempi che culminano con il Sacrario Militare di Oslavia progettato da Ghino Venturi.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



