Ripensare la catastrofe non come rovina, ma come spazio di ribaltamento: da questa inversione – ripresa da Timothy Morton – muove la rilettura del pensiero di Constantinos A. Doxiadis proposta dal saggio. Come chi abita la catastrofe e proprio per questo può ancora agirvi, l'urbanista greco elabora, a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, una scienza degli insediamenti umani – l'Ekistics – capace di convertire la crisi ambientale da minaccia in materia di progetto. Al centro di questa elaborazione stanno due neologismi complementari: Ecumenopolis, la città globale inevitabile, ed Ecumenokepos, il giardino universale chiamato a bilanciarne l'impatto sulla biosfera. Attraverso la suddivisione dello spazio planetario in quattro categorie ecosistemiche, la ricerca di un Global Ecological Balance e la costruzione della Griglia Ekistica, Doxiadis immagina un equilibrio ancora pianificabile: un'antropizzazione da governare e, in ultima istanza, addomesticare per via razionale e scientificamente fondata. Il saggio interroga questa ambizione alla luce della condizione post sostenibile, in cui l'equilibrio cessa di essere un obiettivo raggiungibile per diventare un disequilibrio permanente con cui imparare a convivere. Ne emerge un rovesciamento: la lezione di Doxiadis non risiede nelle sue soluzioni – legate a un contesto ormai superato – ma nel suo modo di pensare lo spazio terrestre come entità dinamica, ancora progettabile ma non più controllabile. Ciò che rende radicale Ecumenokepos non è l'idea di integrare natura e città, bensì il principio per cui lo spazio naturale deve costituire la matrice dominante e strutturante degli insediamenti umani, e non un'aggiunta marginale all'urbanizzazione: non la natura nella città, ma la città nel giardino.

In-sieme. Ecumenokepos

Ambra Tieghi
2025-01-01

Abstract

Ripensare la catastrofe non come rovina, ma come spazio di ribaltamento: da questa inversione – ripresa da Timothy Morton – muove la rilettura del pensiero di Constantinos A. Doxiadis proposta dal saggio. Come chi abita la catastrofe e proprio per questo può ancora agirvi, l'urbanista greco elabora, a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, una scienza degli insediamenti umani – l'Ekistics – capace di convertire la crisi ambientale da minaccia in materia di progetto. Al centro di questa elaborazione stanno due neologismi complementari: Ecumenopolis, la città globale inevitabile, ed Ecumenokepos, il giardino universale chiamato a bilanciarne l'impatto sulla biosfera. Attraverso la suddivisione dello spazio planetario in quattro categorie ecosistemiche, la ricerca di un Global Ecological Balance e la costruzione della Griglia Ekistica, Doxiadis immagina un equilibrio ancora pianificabile: un'antropizzazione da governare e, in ultima istanza, addomesticare per via razionale e scientificamente fondata. Il saggio interroga questa ambizione alla luce della condizione post sostenibile, in cui l'equilibrio cessa di essere un obiettivo raggiungibile per diventare un disequilibrio permanente con cui imparare a convivere. Ne emerge un rovesciamento: la lezione di Doxiadis non risiede nelle sue soluzioni – legate a un contesto ormai superato – ma nel suo modo di pensare lo spazio terrestre come entità dinamica, ancora progettabile ma non più controllabile. Ciò che rende radicale Ecumenokepos non è l'idea di integrare natura e città, bensì il principio per cui lo spazio naturale deve costituire la matrice dominante e strutturante degli insediamenti umani, e non un'aggiunta marginale all'urbanizzazione: non la natura nella città, ma la città nel giardino.
2025
Giulia Bersani, Davide Zaupa (a cura di)
Post Sostenibilità. Avvistamenti
9791259531421
Italiano
52
71
20
Nazionale
Anteferma
Conegliano
ITALIA
Comitato scientifico
https://www.anteferma.it/prodotto/post-sostenibilita-avvistamenti/
Post Sostenibilità; Constantinos A. Doxiadis; Ekistics; Ecumenopolis; Ecumenokepos; giardino planetario; urbanizzazione planetaria; equilibrio ecologico; disastro; catastrofe
no
none
2. Contributo in Volume::2.1 Contributo in Volume(Capitolo,Saggio)
Tieghi, Ambra
268
info:eu-repo/semantics/bookPart
1
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