La perdita dell'assetto originario del coro ligneo di Santa Maria Maggiore a Bergamo ha trasformato un progetto unitario in un insieme frammentato, privato della logica spaziale e percettiva che lo aveva generato. A partire da questa frattura, il contributo indaga il ruolo del disegno come pratica critica capace di operare all'interno della discontinuità, assumendo la perdita non come limite, ma come condizione operativa. Attraverso la restituzione prospettica e la modellazione digitale, le tarsie vengono interrogate come parti di un sistema spaziale coerente, fondato sul controllo dello sguardo, sulla relazione tra spazio rappresentato e architettura reale. Il disegno emerge come strumento di ricostruzione di una logica progettuale che, pur non essendo più visibile nella sua forma originaria, continua a operare come struttura latente dello spazio e dello sguardo
La frammentazione dello spazio. Il progetto di Lorenzo Lotto per il coro ligneo di S. Maria Maggiore a Bergamo
Isabella Friso
;Gabriele Casarano
;Arianna Amato
2026-01-01
Abstract
La perdita dell'assetto originario del coro ligneo di Santa Maria Maggiore a Bergamo ha trasformato un progetto unitario in un insieme frammentato, privato della logica spaziale e percettiva che lo aveva generato. A partire da questa frattura, il contributo indaga il ruolo del disegno come pratica critica capace di operare all'interno della discontinuità, assumendo la perdita non come limite, ma come condizione operativa. Attraverso la restituzione prospettica e la modellazione digitale, le tarsie vengono interrogate come parti di un sistema spaziale coerente, fondato sul controllo dello sguardo, sulla relazione tra spazio rappresentato e architettura reale. Il disegno emerge come strumento di ricostruzione di una logica progettuale che, pur non essendo più visibile nella sua forma originaria, continua a operare come struttura latente dello spazio e dello sguardoI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



