Il settore lapideo italiano, articolato in distretti fortemente radicati nei territori, genera ingenti quantità di scarti. Tra questi spiccano i fanghi di segagione, rifiuti speciali non pericolosi di difficile gestione. Il capitolo presenta una sperimentazione condotta secondo il metodo Waste Driven Design su due casi antitetici: i fanghi feldspatici del Verbano-Cusio-Ossola e quelli carbonatici della Val di Chiampo e del veronese. La natura litologica dei residui orienta la scelta dei leganti, dai sistemi pozzolanici e geopolimerici a quelli idraulici a basso impatto e bio-based. Le formulazioni sono state scalate in tre famiglie di prototipi: vasi, arredi urbani e piastrelle modulari, queste ultime con assorbimento d'acqua inferiore al 2%. Più che un singolo materiale, la ricerca trasferisce alle imprese un protocollo decisionale replicabile per riattivare i fanghi come materia prima di seconda generazione.
Il comparto lapideo in Italia: Un'industria fatta di localismi e problemi comuni
Davide Crippa;Gianluca Fabris;Massimiliano Cason Villa;
2025-01-01
Abstract
Il settore lapideo italiano, articolato in distretti fortemente radicati nei territori, genera ingenti quantità di scarti. Tra questi spiccano i fanghi di segagione, rifiuti speciali non pericolosi di difficile gestione. Il capitolo presenta una sperimentazione condotta secondo il metodo Waste Driven Design su due casi antitetici: i fanghi feldspatici del Verbano-Cusio-Ossola e quelli carbonatici della Val di Chiampo e del veronese. La natura litologica dei residui orienta la scelta dei leganti, dai sistemi pozzolanici e geopolimerici a quelli idraulici a basso impatto e bio-based. Le formulazioni sono state scalate in tre famiglie di prototipi: vasi, arredi urbani e piastrelle modulari, queste ultime con assorbimento d'acqua inferiore al 2%. Più che un singolo materiale, la ricerca trasferisce alle imprese un protocollo decisionale replicabile per riattivare i fanghi come materia prima di seconda generazione.| File | Dimensione | Formato | |
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