Inizialmente concepiti come strutture minime situate oltre il limite degli insediamenti permanenti, i rifugi alpini operano oggi in condizioni sempre più complesse determinate dal rapido innalzamento delle temperature e dall’evoluzione delle modalità d’uso, cercando al contempo di conciliare tali pressioni con i quadri normativi in materia di tutela ambientale e paesaggistica. L’articolo indaga come la progettazione contemporanea risponda a queste sfide attraverso lo studio di interventi recenti sui rifugi alpini, con particolare attenzione alle soluzioni tecniche, alle strategie di resilienza, alle prestazioni ambientali e all’integrazione nel paesaggio. Lo studio adotta una metodologia comparativa, prendendo in esame 26 rifugi gestiti con posti letto oltre i 1500 m s.l.m. sull’arco alpino italiano, analizzando gli interventi realizzati a partire dal 2014 che comprendono nuove costruzioni, ricostruzioni, ampliamenti e retrofit. Sulla base della letteratura grigia, è stato costruito un dataset di dati che include le condizioni del contesto, il tipo di intervento, i processi costruttivi, i sistemi strutturali e i materiali, nonché le principali strategie energetiche e idriche. I risultati restituiscono un quadro frammentato di approcci e soluzioni, nel quale emergono tuttavia alcuni elementi ricorrenti. Gli ampliamenti rappresentano la tipologia di intervento più frequente, determinata da esigenze operative e normative, mentre il trasporto in elicottero e la prefabbricazione costituiscono le strategie logistiche di cantiere più diffuse. Il legno è il materiale strutturale predominante, mentre per l’involucro prevalgono rivestimenti in legno e metallo. Sebbene le fonti rinnovabili siano sempre più diffuse, in particolare il fotovoltaico, i sistemi di gestione dell’acqua risultano scarsamente documentati. Nel complesso, lo studio ribadisce la rilevanza di approcci progettuali specifici per il contesto, evidenziando la necessità di accelerare le misure di risposta ai cambiamenti climatici e individuando nuove funzioni che potrebbero contribuire a definire il futuro dei rifugi alpini italiani.

Progettare con l’altitudine: dinamiche e approcci architettonici contemporanei nei rifugi alpini italiani

Bernard, Elisa
;
Condotta, Massimiliano;Zatta, Elisa
2026-01-01

Abstract

Inizialmente concepiti come strutture minime situate oltre il limite degli insediamenti permanenti, i rifugi alpini operano oggi in condizioni sempre più complesse determinate dal rapido innalzamento delle temperature e dall’evoluzione delle modalità d’uso, cercando al contempo di conciliare tali pressioni con i quadri normativi in materia di tutela ambientale e paesaggistica. L’articolo indaga come la progettazione contemporanea risponda a queste sfide attraverso lo studio di interventi recenti sui rifugi alpini, con particolare attenzione alle soluzioni tecniche, alle strategie di resilienza, alle prestazioni ambientali e all’integrazione nel paesaggio. Lo studio adotta una metodologia comparativa, prendendo in esame 26 rifugi gestiti con posti letto oltre i 1500 m s.l.m. sull’arco alpino italiano, analizzando gli interventi realizzati a partire dal 2014 che comprendono nuove costruzioni, ricostruzioni, ampliamenti e retrofit. Sulla base della letteratura grigia, è stato costruito un dataset di dati che include le condizioni del contesto, il tipo di intervento, i processi costruttivi, i sistemi strutturali e i materiali, nonché le principali strategie energetiche e idriche. I risultati restituiscono un quadro frammentato di approcci e soluzioni, nel quale emergono tuttavia alcuni elementi ricorrenti. Gli ampliamenti rappresentano la tipologia di intervento più frequente, determinata da esigenze operative e normative, mentre il trasporto in elicottero e la prefabbricazione costituiscono le strategie logistiche di cantiere più diffuse. Il legno è il materiale strutturale predominante, mentre per l’involucro prevalgono rivestimenti in legno e metallo. Sebbene le fonti rinnovabili siano sempre più diffuse, in particolare il fotovoltaico, i sistemi di gestione dell’acqua risultano scarsamente documentati. Nel complesso, lo studio ribadisce la rilevanza di approcci progettuali specifici per il contesto, evidenziando la necessità di accelerare le misure di risposta ai cambiamenti climatici e individuando nuove funzioni che potrebbero contribuire a definire il futuro dei rifugi alpini italiani.
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