Lo spessore di un territorio naturale, di un’area antropizzata, di un insediamento urbano è una nozione ambigua, di recente utilizzata con molta frequenza dalla letteratura disciplinare, sia pure con accezioni molto diverse. Accade, nell’adozione di terminologie scientifiche, di usare parole che, desunte dall’uso comune, assumano significati nuovi e più ricchi. Nel caso di “spessore” si intende suggerire l’idea di stratificazione, di sovrapposizione, di maggiore densità, ma anche un insieme di valori, di funzioni, di valenze iconiche che, nell’accumularsi, producono un rafforzamento della identità di una area, di un luogo. Le variazioni d’uso che si producono, con il tempo, negli insediamenti urbani, tendono a modificare profondamente i comportamenti, le “regole d’uso”, e, in molti casi, anche la stessa morfologia urbana. In questo testo ci occuperemo però di una fenomenologia, per così dire, minore: cercheremo di applicare il concetto di spessore a quelle aree che vengono comunemente definite come dismesse, luoghi legati alla produzione industriale – ma non solo – e che hanno, nel tempo, perso la loro funzione originaria.

Ispessimento: anomala concentrazione di significati

GIANI, ESTHER;CARNEVALE, GIANCARLO
2012

Abstract

Lo spessore di un territorio naturale, di un’area antropizzata, di un insediamento urbano è una nozione ambigua, di recente utilizzata con molta frequenza dalla letteratura disciplinare, sia pure con accezioni molto diverse. Accade, nell’adozione di terminologie scientifiche, di usare parole che, desunte dall’uso comune, assumano significati nuovi e più ricchi. Nel caso di “spessore” si intende suggerire l’idea di stratificazione, di sovrapposizione, di maggiore densità, ma anche un insieme di valori, di funzioni, di valenze iconiche che, nell’accumularsi, producono un rafforzamento della identità di una area, di un luogo. Le variazioni d’uso che si producono, con il tempo, negli insediamenti urbani, tendono a modificare profondamente i comportamenti, le “regole d’uso”, e, in molti casi, anche la stessa morfologia urbana. In questo testo ci occuperemo però di una fenomenologia, per così dire, minore: cercheremo di applicare il concetto di spessore a quelle aree che vengono comunemente definite come dismesse, luoghi legati alla produzione industriale – ma non solo – e che hanno, nel tempo, perso la loro funzione originaria.
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