Esaminata sinteticamente l’evoluzione dei concetti legati all’attività di tutela e al restauro, il saggio approfondisce il contesto in cui maturò, alla fine degli anni ottanta, l’attenzione per le testimonianze architettoniche prima industriali e poi del Moderno. Rispetto a quest’ultime, nel friuli Venezia Giulia e in particolare a Trieste la situazione appare matura per per una prima riflessione sullo stato della loro tutela, rispetto alla quale, negli ultimi anni e a diversi livelli, si sono sviluppati frequenti dibattiti, tutti accomunati dalla difficoltà di definire opinioni condivise sul “valore” di quelle architetture. Alla base di tale incertezza pare essere il non risolto confronto tra un “progetto” storicamente collocato (il Moderno appunto, in cui sono depositate le istanze culturali, tecniche ed esecutive del progettista), ma dove le architetture realizzate, quando inserite nella città storica, soffrono per una estraneità del linguaggio che le fa percepire come “altro” rispetto al contesto in cui si collocano. Fondamentale appare pertanto la diffusione della consoscenza (attraverso mostre, schedature, pubblicazioni) su quelle che sono stati le idee e le realizzazioni di quel periodo storico, approfondendo le vicende che dalla costruzione in poi hanno visto quelle architetture lentamente adattarsi ed assorbirsi nel tessuto delle nostre città.

Tutela a Trieste. Appunti e prospettive per il moderno

BENEDETTI, ANDREA
2005

Abstract

Esaminata sinteticamente l’evoluzione dei concetti legati all’attività di tutela e al restauro, il saggio approfondisce il contesto in cui maturò, alla fine degli anni ottanta, l’attenzione per le testimonianze architettoniche prima industriali e poi del Moderno. Rispetto a quest’ultime, nel friuli Venezia Giulia e in particolare a Trieste la situazione appare matura per per una prima riflessione sullo stato della loro tutela, rispetto alla quale, negli ultimi anni e a diversi livelli, si sono sviluppati frequenti dibattiti, tutti accomunati dalla difficoltà di definire opinioni condivise sul “valore” di quelle architetture. Alla base di tale incertezza pare essere il non risolto confronto tra un “progetto” storicamente collocato (il Moderno appunto, in cui sono depositate le istanze culturali, tecniche ed esecutive del progettista), ma dove le architetture realizzate, quando inserite nella città storica, soffrono per una estraneità del linguaggio che le fa percepire come “altro” rispetto al contesto in cui si collocano. Fondamentale appare pertanto la diffusione della consoscenza (attraverso mostre, schedature, pubblicazioni) su quelle che sono stati le idee e le realizzazioni di quel periodo storico, approfondendo le vicende che dalla costruzione in poi hanno visto quelle architetture lentamente adattarsi ed assorbirsi nel tessuto delle nostre città.
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