Nel paper si auspica preliminarmente un approccio al tema della “strada porticata” secondo i “Caratteri distributivi delle città”, anche per rendere conto della valenza urbana di essa componente. Quanto alla valenza edilizia, il “portico” è allo stesso tempo ‘spazio di transizione’ e ‘spazio di mediazione’. La “strada porticata” implica pertanto il controllo del rapporto tipo insediativo/tipi edilizi. Prima ancora di affrontare gli aspetti discorsivo-linguistici della “strada porticata”, c’è da risolvere il problema della ‘ripetizione’ della unità edilizia porticata. (Per la progettazione di una strada porticata si potrebbero infatti impiegare tipi edilizi diversi, pur accomunati dalla presenza del portico.) Si passa poi a richiamare i ruoli svolti dalla “strada porticata” nel corso dei secoli. A quello strutturale del Medioevo, seguì quell’altro di modello nel Rinascimento; quindi c’è stato il ruolo secondario del Modernismo, e infine quello ‘nostalgico’ coltivato dal Post-modernismo. A causa dei limiti di spazio è stato possibile dedicare soltanto pochi cenni all’argomento (pur importante) delle combinazioni della “strada porticata” di ordine superiore – strada e piazza porticate; strada e strada porticate (nello stesso isolato); pezzo di città con più strade porticate. Il paper si chiude con l’interrogativo sulla sopravvivenza della “strada porticata”. Si fa notare al riguardo come la risposta non possa non venire da un approccio in termini di ‘livelli di congruenza’ tra condizioni, obiettivi e strumenti, piuttosto che in termini di codici espressivi.

"Un interno 'di famiglia': la strada porticata"

LOVERO, PASQUALE
2005

Abstract

Nel paper si auspica preliminarmente un approccio al tema della “strada porticata” secondo i “Caratteri distributivi delle città”, anche per rendere conto della valenza urbana di essa componente. Quanto alla valenza edilizia, il “portico” è allo stesso tempo ‘spazio di transizione’ e ‘spazio di mediazione’. La “strada porticata” implica pertanto il controllo del rapporto tipo insediativo/tipi edilizi. Prima ancora di affrontare gli aspetti discorsivo-linguistici della “strada porticata”, c’è da risolvere il problema della ‘ripetizione’ della unità edilizia porticata. (Per la progettazione di una strada porticata si potrebbero infatti impiegare tipi edilizi diversi, pur accomunati dalla presenza del portico.) Si passa poi a richiamare i ruoli svolti dalla “strada porticata” nel corso dei secoli. A quello strutturale del Medioevo, seguì quell’altro di modello nel Rinascimento; quindi c’è stato il ruolo secondario del Modernismo, e infine quello ‘nostalgico’ coltivato dal Post-modernismo. A causa dei limiti di spazio è stato possibile dedicare soltanto pochi cenni all’argomento (pur importante) delle combinazioni della “strada porticata” di ordine superiore – strada e piazza porticate; strada e strada porticate (nello stesso isolato); pezzo di città con più strade porticate. Il paper si chiude con l’interrogativo sulla sopravvivenza della “strada porticata”. Si fa notare al riguardo come la risposta non possa non venire da un approccio in termini di ‘livelli di congruenza’ tra condizioni, obiettivi e strumenti, piuttosto che in termini di codici espressivi.
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