La storia politica nel Bacino del Mediterraneo fu sempre caratterizzata da forze opposte e già l’era delle Crociate fu un continuo misurarsi “in campo” di queste due civiltà monoteiste, dove il credo religioso era pretesto per far duellare paladini e mori, certi entrambi di guadagnare in premio “il Paradiso”. L’arte della rappresentazione pittorica e scultorea furono efficace mezzo di divulgazione e fin dall’ XI secolo non esisteva complesso architettonico civile o religioso, che non comprendesse nei cicli decorativi almeno un episodio o un elemento di fantasia che ricordasse l’Oriente, la Guerra Santa ed il feroce combattimento, corpo a corpo, fra crociati ed infedeli. Con la caduta dell’Impero Romano d’Oriente, nel 1453, nel Mediterraneo variarono gli equilibri politico-economici, portando in evidenza due potenze antagoniste: quella cristiana ed europea e quella islamica-ottomana. Queste vissero rapporti instabili, caratterizzati dall’alternanza di azioni belliche e di pirateria con periodi di convivenza, al fine di garantire scambi commerciali, in fondo vitali per entrambe le parti. Comunque queste due culture non furono sorde fra loro; vi furono anche importanti e reciproci scambi economici e culturali. Venezia con la sua precoce e celebre arte tipografica, fornì nel 1537 la prima edizione completa del Corano, stampata in lingua islamica con caratteri mobili. Seguì nel 1547 un edizione tradotta in lingua italiana da Messer Andrea Arrivabene. Le cose cambiarono irreparabilmente con l’invasione di Cipro e le atrocità che furono perpetrate da parte degli invasori ottomani. Seguendo le tracce della cronaca redatta dal prelato Monsignor Antonio Maria Graziani, Vescovo d’Amelia, si confrontano le immagini di corredo al testo del libro, con ciò che i fatti e l’architettura superstite ci testimoniano ancor oggi l’arte del costruire durante l’amministrazione della “Serenissima”. Visitando i centri di Nicosia e Famagosta, in territorio turco cipriota, le rovine e i cicli di decori parietali sfregiati, sono testimonianze eloquenti.

Immagini dalla Histoire de la Guerre de Chypre

LUCCHESE, VINCENZO
1990

Abstract

La storia politica nel Bacino del Mediterraneo fu sempre caratterizzata da forze opposte e già l’era delle Crociate fu un continuo misurarsi “in campo” di queste due civiltà monoteiste, dove il credo religioso era pretesto per far duellare paladini e mori, certi entrambi di guadagnare in premio “il Paradiso”. L’arte della rappresentazione pittorica e scultorea furono efficace mezzo di divulgazione e fin dall’ XI secolo non esisteva complesso architettonico civile o religioso, che non comprendesse nei cicli decorativi almeno un episodio o un elemento di fantasia che ricordasse l’Oriente, la Guerra Santa ed il feroce combattimento, corpo a corpo, fra crociati ed infedeli. Con la caduta dell’Impero Romano d’Oriente, nel 1453, nel Mediterraneo variarono gli equilibri politico-economici, portando in evidenza due potenze antagoniste: quella cristiana ed europea e quella islamica-ottomana. Queste vissero rapporti instabili, caratterizzati dall’alternanza di azioni belliche e di pirateria con periodi di convivenza, al fine di garantire scambi commerciali, in fondo vitali per entrambe le parti. Comunque queste due culture non furono sorde fra loro; vi furono anche importanti e reciproci scambi economici e culturali. Venezia con la sua precoce e celebre arte tipografica, fornì nel 1537 la prima edizione completa del Corano, stampata in lingua islamica con caratteri mobili. Seguì nel 1547 un edizione tradotta in lingua italiana da Messer Andrea Arrivabene. Le cose cambiarono irreparabilmente con l’invasione di Cipro e le atrocità che furono perpetrate da parte degli invasori ottomani. Seguendo le tracce della cronaca redatta dal prelato Monsignor Antonio Maria Graziani, Vescovo d’Amelia, si confrontano le immagini di corredo al testo del libro, con ciò che i fatti e l’architettura superstite ci testimoniano ancor oggi l’arte del costruire durante l’amministrazione della “Serenissima”. Visitando i centri di Nicosia e Famagosta, in territorio turco cipriota, le rovine e i cicli di decori parietali sfregiati, sono testimonianze eloquenti.
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