Nel centro storico dell'antica città murata di Nicosia, non lontano dalla gotica cattedrale voluta dal Sire Luigi IX di Francia e terminata dai Lusignano, signori crociati dell'isola, si ritrova in Lefkon street la piccola volumetria di un edificio religioso gotico. Questo presenta, attraverso il degrado della propria struttura lapidea, il passaggio di una storia gloriosa e cruenta. La semplicità volumetrica è ancora impreziosita nel suo esterno da portali architravati scolpiti e da decori modulari che, pur essendo stati eseguiti in epoca rinascimentale, mantengono nelle caratteristiche dei bassorilievi stilemi attribuibili alla fantasiosa eleganza dell'arte gotica. Particolarmente eleganti sono quelli che ancora compaiono come cimase a due prospetti cuspidati, che corrispondono alle partiture laterali dell'antico ingresso principale architravato e quelli che definiscono la gronda del fronte sud. L'interno avente una planimetria rettangolare con un impostazione a croce greca, conserva colonne romaniche che sono supporto ad archi ogivali di sostegno alla sovrastante cupola. In corrispondenza del lato sud, quando la chiesa venne trasformata in moschea, il portale di accesso venne chiuso divenendo con quel tratto di struttura muraria un appoggio al Mihrab. I decori pittorici parietali cristiani vennero celati o cancellati. Miracolosamente, benchè deturpate nei volti, si sono conservate le incisioni di parti lapidee coperture funerarie di nobili ciprioti del XVI secolo, poste a pavimento come copertura dell'avello terragno. L’edificio è stato oggetto di un attento rilevamento al fine di un restauro conservativo e di un riuso civico e le relative tavole storico-analitiche e quelle progettuali sono state oggetto di una pubblica esposizione in Cipro e in Italia.

Il progetto - la chiesa moschea di Arablar simbolo sofferto di eventi storici

LUCCHESE, VINCENZO
1990

Abstract

Nel centro storico dell'antica città murata di Nicosia, non lontano dalla gotica cattedrale voluta dal Sire Luigi IX di Francia e terminata dai Lusignano, signori crociati dell'isola, si ritrova in Lefkon street la piccola volumetria di un edificio religioso gotico. Questo presenta, attraverso il degrado della propria struttura lapidea, il passaggio di una storia gloriosa e cruenta. La semplicità volumetrica è ancora impreziosita nel suo esterno da portali architravati scolpiti e da decori modulari che, pur essendo stati eseguiti in epoca rinascimentale, mantengono nelle caratteristiche dei bassorilievi stilemi attribuibili alla fantasiosa eleganza dell'arte gotica. Particolarmente eleganti sono quelli che ancora compaiono come cimase a due prospetti cuspidati, che corrispondono alle partiture laterali dell'antico ingresso principale architravato e quelli che definiscono la gronda del fronte sud. L'interno avente una planimetria rettangolare con un impostazione a croce greca, conserva colonne romaniche che sono supporto ad archi ogivali di sostegno alla sovrastante cupola. In corrispondenza del lato sud, quando la chiesa venne trasformata in moschea, il portale di accesso venne chiuso divenendo con quel tratto di struttura muraria un appoggio al Mihrab. I decori pittorici parietali cristiani vennero celati o cancellati. Miracolosamente, benchè deturpate nei volti, si sono conservate le incisioni di parti lapidee coperture funerarie di nobili ciprioti del XVI secolo, poste a pavimento come copertura dell'avello terragno. L’edificio è stato oggetto di un attento rilevamento al fine di un restauro conservativo e di un riuso civico e le relative tavole storico-analitiche e quelle progettuali sono state oggetto di una pubblica esposizione in Cipro e in Italia.
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