Come può il design contribuire a ridurre i rifiuti? Come possiamo comporre la strategia della decrescita con i metodi propri del design per una progettazione e produzione di prodotti più "ambientalmente, economicamente e socialmente responsabile"? Possiamo utilizzare l'innovazione tecnica e tecnologica per una migliore gestione del fine vita (e forse di nuove vite) di prodotti e imballaggi? La Direttiva europea 2008/98/CE (recepita in Italia con il Decreto Legislativo 205 del 31 dicembre 2010) ha fornito una gerarchia di priorità di intervento che vede al primo posto la prevenzione a monte, per poi passare a quella derivata dal riutilizzo, al riciclaggio, al recupero (ad esempio quello energetico) fino allo smaltimento, considerato l’ultima soluzione possibile solo se tutte le altre non sono praticabili. Guardando questa lista di priorità emerge con una certa evidenza che le opzioni preferite sono anche quelle nelle quali è necessario intervenire prima della produzione e, di conseguenza, in un ambito che è proprio del design dei prodotti. Il design, con la sua capacità di "guardare avanti", offre ampi margini di miglioramento, ma ha bisogno di essere guidato lungo il suo percorso. L'ideazione di soluzioni innovative per la prevenzione dei rifiuti richiede la definizione della priorità degli obiettivi, una serie di criteri ambientali strutturati e condivisa, la collaborazione di tutte gli attori direttamente o indirettamente interessati alla filiera produttiva e la definizione di chiari sistemi per monitorare i risultati ottenuti. Il testo qui presentato descrive questi problemi e racconta alcune esperienze concrete che hanno già prodotto risultati qualitativamente e quantitativamente verificabili.

Design, prevenzione dei rifiuti e innovazione

BADALUCCO, LAURA
2012-01-01

Abstract

Come può il design contribuire a ridurre i rifiuti? Come possiamo comporre la strategia della decrescita con i metodi propri del design per una progettazione e produzione di prodotti più "ambientalmente, economicamente e socialmente responsabile"? Possiamo utilizzare l'innovazione tecnica e tecnologica per una migliore gestione del fine vita (e forse di nuove vite) di prodotti e imballaggi? La Direttiva europea 2008/98/CE (recepita in Italia con il Decreto Legislativo 205 del 31 dicembre 2010) ha fornito una gerarchia di priorità di intervento che vede al primo posto la prevenzione a monte, per poi passare a quella derivata dal riutilizzo, al riciclaggio, al recupero (ad esempio quello energetico) fino allo smaltimento, considerato l’ultima soluzione possibile solo se tutte le altre non sono praticabili. Guardando questa lista di priorità emerge con una certa evidenza che le opzioni preferite sono anche quelle nelle quali è necessario intervenire prima della produzione e, di conseguenza, in un ambito che è proprio del design dei prodotti. Il design, con la sua capacità di "guardare avanti", offre ampi margini di miglioramento, ma ha bisogno di essere guidato lungo il suo percorso. L'ideazione di soluzioni innovative per la prevenzione dei rifiuti richiede la definizione della priorità degli obiettivi, una serie di criteri ambientali strutturati e condivisa, la collaborazione di tutte gli attori direttamente o indirettamente interessati alla filiera produttiva e la definizione di chiari sistemi per monitorare i risultati ottenuti. Il testo qui presentato descrive questi problemi e racconta alcune esperienze concrete che hanno già prodotto risultati qualitativamente e quantitativamente verificabili.
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