The essay investigates some aspects of the “anti-perspective” – i.e. the drawing that tries to figure the intrinsic spaces of Things, to graphically translate them on the plane with effects of ambiguous, reversible, reflected spatiality, reversing the (topological) meaning of interior/exterior, centre/periphery, enclosed/enclosing – in the opposite formulations of the theme that coexisted in the framework of the Muscovite VchuTeMas. The difference between (Florenskij’s) “figurative” and (the constructivists’) “abstractionist” anti-perspective is studied by means of a comparison between coeval drawings, emblematic of the two opposite aesthetics. On the one hand (the abstractionist one) it mainly concerns the graphic genre of the unfolded and reversed axonometry, developed through El Lissitzky’s projects for the installations of the spatial Proun works, then spread as a visual theme in the abstractionist international in the 1920s and in its subsequent American diaspora. On the other hand (the realist one) it deals with Florenskij’s anti-perspective theory, as well as some examples that testify to it: the woodcut covers by Vladimir Favorskij (instructed by Florenskij) in which the techniques of reflection and inversion are highlighted. Translating the opposition between “abstractionists” vs. “figurativists” into the one between “palingenists vs. anachronists”, we clarify the difference between the two opposite “anti-perspectives” as a difference between two models of visual signification: the first excludes the “figurative” and allegorical dimension on which the second is based. Il saggio indaga aspetti della “anti-prospettiva” – cioè, del disegno che cerca di figurare gli spazi intrinseci delle cose, di tradurli graficamente sul piano con effetti di spazialità ambigua, reversibile, riflessa, invertendo il senso (topologico) di interno/esterno, centro/ periferia, inglobato/inglobante – nelle formulazioni opposte del tema che convissero nell’ambiente del VchuTeMas moscoviti. Si studia la differenza che sussiste tra l’anti-prospettiva “figurativa” (di Florenskij) e quella “astrattista” (dei costruttivisti) attraverso un confronto tra grafici coevi, emblematici delle due opposte estetiche. Da un lato (astrattista) si tratta specialmente del genere grafico dell’assonometria svolta e rovesciata, sviluppato coi progetti per gli allestimenti dei Proun spaziali di El Lissitzky, poi diffuso come tema visuale nell’internazionale astrattista degli anni Venti e nella sua successiva diaspora americana. Dal lato opposto (realista) si tratta della teoria anti-prospettica di Florenskij, nonché di esempi che la testimoniano: le copertine xilografiche di Vladimir Favorskij (istruite da Florenskij) nelle quali si evidenziano le tecniche della riflessione e dell’inversione. Traducendo l’opposizione tra “astrattisti” e “figurativisti” in quella tra “palingenici e anacronici”, chiariamo la differenza tra le due opposte “anti-prospettive” come differenza tre due modelli di significazione visiva: il primo esclude la dimensione figurativa e allegorica dalle quali muove il secondo.

Drawn Reflections and Reflections on Drawing:the “Anti-perspectives” of Abstractionists and Figurativistsat the VchuTeMas = Disegnate riflessioni e riflessioni sul Disegno: le “anti-prospettive” degli astrattisti e dei realisti ai VchuTeMas

Gay, Fabrizio
;
Cazzaro, Irene
2020

Abstract

The essay investigates some aspects of the “anti-perspective” – i.e. the drawing that tries to figure the intrinsic spaces of Things, to graphically translate them on the plane with effects of ambiguous, reversible, reflected spatiality, reversing the (topological) meaning of interior/exterior, centre/periphery, enclosed/enclosing – in the opposite formulations of the theme that coexisted in the framework of the Muscovite VchuTeMas. The difference between (Florenskij’s) “figurative” and (the constructivists’) “abstractionist” anti-perspective is studied by means of a comparison between coeval drawings, emblematic of the two opposite aesthetics. On the one hand (the abstractionist one) it mainly concerns the graphic genre of the unfolded and reversed axonometry, developed through El Lissitzky’s projects for the installations of the spatial Proun works, then spread as a visual theme in the abstractionist international in the 1920s and in its subsequent American diaspora. On the other hand (the realist one) it deals with Florenskij’s anti-perspective theory, as well as some examples that testify to it: the woodcut covers by Vladimir Favorskij (instructed by Florenskij) in which the techniques of reflection and inversion are highlighted. Translating the opposition between “abstractionists” vs. “figurativists” into the one between “palingenists vs. anachronists”, we clarify the difference between the two opposite “anti-perspectives” as a difference between two models of visual signification: the first excludes the “figurative” and allegorical dimension on which the second is based. Il saggio indaga aspetti della “anti-prospettiva” – cioè, del disegno che cerca di figurare gli spazi intrinseci delle cose, di tradurli graficamente sul piano con effetti di spazialità ambigua, reversibile, riflessa, invertendo il senso (topologico) di interno/esterno, centro/ periferia, inglobato/inglobante – nelle formulazioni opposte del tema che convissero nell’ambiente del VchuTeMas moscoviti. Si studia la differenza che sussiste tra l’anti-prospettiva “figurativa” (di Florenskij) e quella “astrattista” (dei costruttivisti) attraverso un confronto tra grafici coevi, emblematici delle due opposte estetiche. Da un lato (astrattista) si tratta specialmente del genere grafico dell’assonometria svolta e rovesciata, sviluppato coi progetti per gli allestimenti dei Proun spaziali di El Lissitzky, poi diffuso come tema visuale nell’internazionale astrattista degli anni Venti e nella sua successiva diaspora americana. Dal lato opposto (realista) si tratta della teoria anti-prospettica di Florenskij, nonché di esempi che la testimoniano: le copertine xilografiche di Vladimir Favorskij (istruite da Florenskij) nelle quali si evidenziano le tecniche della riflessione e dell’inversione. Traducendo l’opposizione tra “astrattisti” e “figurativisti” in quella tra “palingenici e anacronici”, chiariamo la differenza tra le due opposte “anti-prospettive” come differenza tre due modelli di significazione visiva: il primo esclude la dimensione figurativa e allegorica dalle quali muove il secondo.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
183-Full paper - Article Text-609-1-10-20200708.pdf

accesso aperto

Descrizione: Versione in inglese
Tipologia: Versione Editoriale
Licenza: Creative commons
Dimensione 3.5 MB
Formato Adobe PDF
3.5 MB Adobe PDF Visualizza/Apri
183-Full paper - Article Text-610-1-10-20200708.pdf

accesso aperto

Descrizione: Versione in italiano
Tipologia: Versione Editoriale
Licenza: Creative commons
Dimensione 3.48 MB
Formato Adobe PDF
3.48 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11578/293127
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact