La danza e la coreografia sono ormai parti imprescindibili dell’immaginazione contemporanea, sia per quanto riguarda in generale le arti e sia per quanto riguarda più precisamente i saperi. Questo libro analizza una costellazione di performance per mostrare, e fare spazio a, una differente genealogia di movimento che si è tradotta in una pratica estetica di resistenza politica nella danza europea contemporanea. Lungi dal rivendicare inappropriate ragioni autoriali, qui lo stare fermi è una forza del pensiero intuitivo antitetica alla logica dell’introspezione. È una strategia di sparizione capace di mettere in crisi la dittatura del tempo cronologico. L’immobilità e l’inerzia sono scelte di (resistenza al) movimento informate di una precisa tecnica posturale, ma riluttanti a un immediato tornaconto di leggibilità. Sono scelte che rigettano l’esibizione di una competenza e di uno specialismo, ma che privilegiano il coinvolgimento emotivo e non-pianificato. Sono dunque fonti affidabili di autonomia politica, ossia di resilienza nei confronti delle forze di omogeneizzazione, uniformazione, standardizzazione e semplificazione adottate dalle più recenti politiche neoliberali. Questo libro parla della giustizia delle vertebre contro l’ossessione muscolare dell’esibizione della forza, dei requisiti e delle qualifiche. Ma anche contro il feticismo della profondità e dell’interiorità normatrice.

Tempo perso : inerzia, danza e performance

Stefano Tomassini
2019-01-01

Abstract

La danza e la coreografia sono ormai parti imprescindibili dell’immaginazione contemporanea, sia per quanto riguarda in generale le arti e sia per quanto riguarda più precisamente i saperi. Questo libro analizza una costellazione di performance per mostrare, e fare spazio a, una differente genealogia di movimento che si è tradotta in una pratica estetica di resistenza politica nella danza europea contemporanea. Lungi dal rivendicare inappropriate ragioni autoriali, qui lo stare fermi è una forza del pensiero intuitivo antitetica alla logica dell’introspezione. È una strategia di sparizione capace di mettere in crisi la dittatura del tempo cronologico. L’immobilità e l’inerzia sono scelte di (resistenza al) movimento informate di una precisa tecnica posturale, ma riluttanti a un immediato tornaconto di leggibilità. Sono scelte che rigettano l’esibizione di una competenza e di uno specialismo, ma che privilegiano il coinvolgimento emotivo e non-pianificato. Sono dunque fonti affidabili di autonomia politica, ossia di resilienza nei confronti delle forze di omogeneizzazione, uniformazione, standardizzazione e semplificazione adottate dalle più recenti politiche neoliberali. Questo libro parla della giustizia delle vertebre contro l’ossessione muscolare dell’esibizione della forza, dei requisiti e delle qualifiche. Ma anche contro il feticismo della profondità e dell’interiorità normatrice.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11578/293495
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