Il contributo costituisce un tentativo di analizzare le conoscenze nel campo dell’architettura e dell’antiquaria da parte di Angelo Poliziano. L’approccio utilizzato indaga le tracce, riguardanti questi argomenti, presenti nell’opera dell’umanista fiorentino, prendendo in considerazione principalmente le due centurie dei Miscellanea, le lettere, l’epistola dedicatoria a Lorenzo de’ Medici dell’editio princeps del De re aedificatoria, il Panepistemon. Ne risulta un quadro complesso di interessi che coinvolge testimonianze dell’antico di diversa natura, fra le quali epigrafi, sculture, monete e architetture. La conoscenza approfondita di testi come il De architectura, le lettere di Plinio il giovane e il De re aedificatoria permette a Poliziano di avvicinarsi consapevolmente all’architettura antica, in occasione dei suoi soggiorni romani, e di comprendere la ragione di un edificio innovativo come il palazzo di Bartolomeo Scala, progettato da Giuliano da Sangallo. È ipotizzabile una sua partecipazione, in veste di consulente umanistico, alla realizzazione della veduta urbana nella “Città ideale” di Urbino.

Antiquaria e architettura. Un aspetto della cultura di Poliziano

Massimo Bulgarelli
2024-01-01

Abstract

Il contributo costituisce un tentativo di analizzare le conoscenze nel campo dell’architettura e dell’antiquaria da parte di Angelo Poliziano. L’approccio utilizzato indaga le tracce, riguardanti questi argomenti, presenti nell’opera dell’umanista fiorentino, prendendo in considerazione principalmente le due centurie dei Miscellanea, le lettere, l’epistola dedicatoria a Lorenzo de’ Medici dell’editio princeps del De re aedificatoria, il Panepistemon. Ne risulta un quadro complesso di interessi che coinvolge testimonianze dell’antico di diversa natura, fra le quali epigrafi, sculture, monete e architetture. La conoscenza approfondita di testi come il De architectura, le lettere di Plinio il giovane e il De re aedificatoria permette a Poliziano di avvicinarsi consapevolmente all’architettura antica, in occasione dei suoi soggiorni romani, e di comprendere la ragione di un edificio innovativo come il palazzo di Bartolomeo Scala, progettato da Giuliano da Sangallo. È ipotizzabile una sua partecipazione, in veste di consulente umanistico, alla realizzazione della veduta urbana nella “Città ideale” di Urbino.
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