Il contributo assume la miseria come figura del limite, sottraendola alla sola dimensione della scarsità per ricondurla a un territorio eccedente, posto ai margini del quantificabile e del rappresentabile. L’orizzonte degli eventi diviene allora un’immagine di pensiero: una soglia invisibile, conoscibile soltanto attraverso le perturbazioni, le tracce e le ombre che imprime nello spazio circostante. Trasposta nel campo dell’architettura, questa condizione suggerisce una strategia progettuale fondata non sulla definizione dell’oggetto, ma sulla registrazione dei suoi effetti. Venezia diviene così il campo entro cui sperimentare un’architettura atmosferica della miseria, fatta di interferenze, dissolvenze e presenze intermittenti: una città de-limitata nella quale ciò che sfugge allo sguardo affiora indirettamente, per un istante, nelle alterazioni dello spazio.
Tutto ciò che è solido svanisce nell'aria
Davide Zaupa
2026-01-01
Abstract
Il contributo assume la miseria come figura del limite, sottraendola alla sola dimensione della scarsità per ricondurla a un territorio eccedente, posto ai margini del quantificabile e del rappresentabile. L’orizzonte degli eventi diviene allora un’immagine di pensiero: una soglia invisibile, conoscibile soltanto attraverso le perturbazioni, le tracce e le ombre che imprime nello spazio circostante. Trasposta nel campo dell’architettura, questa condizione suggerisce una strategia progettuale fondata non sulla definizione dell’oggetto, ma sulla registrazione dei suoi effetti. Venezia diviene così il campo entro cui sperimentare un’architettura atmosferica della miseria, fatta di interferenze, dissolvenze e presenze intermittenti: una città de-limitata nella quale ciò che sfugge allo sguardo affiora indirettamente, per un istante, nelle alterazioni dello spazio.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



